Bpm: Arpe non vuole agire sugli esuberi, analisti scettici
Il banchiere, candidato a consigliere delegato di Banca Popolare di Milano, prevede di agire invece sul rilancio dei ricavi e sull’eventuale allargamento delle dimensioni della banca
Matteo Arpe, candidato a consigliere delegato di Banca Popolare di Milano, ha evidenziato nella sua prima uscita pubblica di ieri che il suo progetto di rilancio della banca non dovrebbe avvenire attraverso piani di esuberi del personale, ma piuttosto attraverso il rilancio dei ricavi e l’eventuale allargamento delle dimensioni della banca. E ha detto no a una eventuale esternalizzazione della piattaforma informatica. La lista FABI-FIBA di cui Arpe è uomo di punta, compete con quella degli Amici della Bpm per la maggioranza dei posti in consiglio di gestione. “Il progetto di Arpe sembra voler conquistare la platea dei dipendenti, ma potrebbe implicare una minore redditività se non si mette mano al costo del personale, oggi del 15% superiore alla media delle altre banche italiane”, hanno osservato gli analisti di Intermonte, che reputano il titolo poco interessante.


