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Bpm, dai pm di Milano verifiche sulla gara aperta dai Monopoli di Stato

creato da Redattore Interno ultima modifica 02/11/2011 19:27

E nel filone relativo al convertendo da 400 milioni si profila l'ipotesi di reato di gestione infedele con danno agli investitori

Il pm di Milano Roberto Pellicano ha dato incarico a un esperto di diritto amministrativo per verificare se siano state commesse irregolarità nella gara aperta dai Monopoli di Stato e vinta da Atlantis, società che ha ottenuto un finanziamento dalla Banca Popolare di Milano. Per quest'ultima vicenda, come ricorda l'agenzia di stampa Ansa, è indagato l'ex presidente Massimo Ponzellini. Inoltre, nel filone relativo al convertendo da 400 milioni di Bpm, si profila l'ipotesi di reato di gestione infedele con danno agli investitori.

Da un rapporto ispettivo di Bankitalia trasmesso alla Procura, infatti, sono emerse una serie di censure su finanziamenti concessi da Bpm e il pm ha nominato due consulenti per esaminare i crediti su cui Palazzo Koch ha puntato l'indice. In particolare, l'attenzione degli inquirenti si è concentrata su un finanziamento da 148 milioni di euro alla società Atlantis, attiva nel gioco d'azzardo, che sarebbe avvenuto in violazione della norme anti-riciclaggio.

La banca, infatti, secondo la Procura che nei giorni scorsi ha ordinato anche un sequestro di documenti, avrebbe concesso il finanziamento, malgrado Atlantis faccia capo a una società off-shore. E a perorare la concessione del credito, secondo l'ipotesi accusatoria, malgrado i contrasti all'interno dell'istituto, sarebbe stato proprio Ponzellini, che è l'unico indagato al momento, per ostacolo alle funzioni di vigilanza, in questo filone dell'inchiesta. Da quanto si è saputo, inoltre, non si può escludere che la gara, aperta dai Monopoli di Stato nel 2004 e vinta da Atlantis, possa essere stata condizionata e legata a doppio filo alla vicenda del finanziamento da parte di Bpm. Da qui le verifiche della Procura.

Per quanto riguarda l'altro filone di indagini su Bpm e, in particolare, sul convertendo emesso dall'istituto, il fascicolo al momento è ancora senza indagati e senza ipotesi di reato, anche se gli inquirenti stanno valutando l'ipotesi prevista dall'articolo 167 del testo unico sull'intermediazione finanziaria. Reato che punisce "chi, nell'esercizio di servizi di investimento o di gestione collettiva del risparmio, ovvero nella custodia degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide di un Oicr, al fine di procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto, viola le disposizioni concernenti la separazione patrimoniale arrecando danno agli investitori". Il bond, infatti, secondo gli inquirenti, venne venduto ai clienti a 6 euro, quando le azioni valevano 5 euro.

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