Equity sempre al palo
A vincere sono ancora una volta le categorie obbligazionarie
Si sono chiuse le analisi quantitative sull’andamento del risparmio gestito al 30 settembre senza che i comparti azionari siano riusciti, se non limitatamente ad alcuni particolari temi di investimento, a mettersi in luce rispetto ai più conservativi asset obbligazionari. Le analisi hanno preso in considerazione 8400 strumenti autorizzati alla vendita in Italia non riservati agli investitori istituzionali e oggetto del sistema di classificazione e categorizzazione Bluerating.
Dalle classifiche dei primi 50 fondi per rendimento a un mese e dall’inizio dell’anno, come ogni mese, emergono indicazioni interessanti sull’andamento globale dei mercati. Si mette in evidenza, ad esempio, il rimbalzo mensile dell’equity Turchia, figlio dell’elevata volatilità e non in grado comunque di ribaltare il dato annuale che rimane fortemente negativo, così come di quello giapponese all’interno del quale si distingue il segmento delle mid e small cap, cresciuto come il resto del listino ma dopo una flessione ben più limitata nei mesi estivi.
Oltre a questi due casi sono i bond che dominano entrambe le classifiche e, per quanto riguarda i risultati da inizio 2011 essi costituiscono la quasi totalità dei 50 top performer. Tra i bond spiccano senza alcun dubbio le gestioni focalizzate su Paesi extraeuropei e globali, in maniera quasi assoluta sia nel mese di settembre che nell’arco dell’anno. In alcuni casi, in particolare per quanto riguarda la classifica mensile, l’effetto valuta ha avuto un ruolo determinante come per l’area dollaro che il mese scorso ha potuto beneficiare dell’apprezzamento valutario contro euro. Rimane di interesse infine il tema inflazionistico: un numero consistente di prodotti inflation linked globali si affermano tra i migliori del 2011 posizionandosi anche nella parte alta della graduatoria.
Le analisi statistiche sono realizzate con cadenza mensile e fanno parte di un processo che partendo dalla classificazione degli strumenti li colloca in apposite categorie per poi confrontare prodotti omogenei ed attribuire i rating. Il confronto secco di risultato complessivo, che rappresenta un parte minimale dei risultati ottenuti risulta sempre essere particolarmente significativo, sia come opportunità di conoscere meglio gli strumenti anche meno noti che per cogliere le tendenze di mercato nel breve e nel medio termine. I top performer sono anche un esempio della funzionalità delle categorie sempre più necessarie in un settore in evoluzione quantitativa ma anche qualitativa. Nelle pagine seguenti “La lente” focalizza l’attenzione su due tra i migliori fondi cogliendo l’occasione per analizzare in maggior dettaglio la categoria cui essi appartengono.


