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Fsb, UniCredit è l'unica italiana tra le banche sistemiche

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 04/11/2011 17:08

Oltre a UniCredit, nella lista ci sono altre 17 banche europee, otto americane, tre giapponesi e una cinese

UniCredit è stata sospesa dalle contrattazioni in Borsa per eccesso di volatilità, con un calo teorico oltre il 5%. Nel pomeriggio il Fsb ha fatto sapere che l’istituto di piazza Cordusio è l'unico italiano nella lista delle 29 banche di rilevanza sistemica a livello globale, le cosiddette G-Sifi.

Oltre a UniCredit, nella lista ci sono altre 17 banche europee, otto americane, tre giapponesi e una cinese. Tecnicamente, sono le istituzioni finanziarie che, per la loro dimensione, complessità e interconnessioni sistemiche, causerebbero danni notevoli al sistema finanziario e all'attività economica globale in caso di gravi problemi o addirittura di fallimento.

A partire da fine 2012, queste banche dovranno adottare norme di salvaguardia in caso di liquidazione per evitare che il costo di eventuali loro fallimenti ricada sui contribuenti, e che dovranno dal 2016 rispettare un requisito di capitale aggiuntivo a quello già previsto da Basilea III per fronteggiare le perdite.
A queste banche sistemiche a livello globale è richiesto un capitale aggiuntivo per assorbire eventuali perdite, calcolato in una forchetta tra l’1% e il 2,5% degli asset ponderati per il rischio RWA che si sommerà al 7% previsto per il common equity con Basilea III.

Inoltre, alle banche che accresceranno ulteriormente la loro importanza sistemica potrebbe essere imposto un requisito sino al 3,5% come “deterrente”, ha spiegato il segretario generale del Fsb, Svein Andreson. I nuovi requisiti aggiuntivi di capitale saranno richiesti a partire dal 2016 alla lista della G-Sifi identificata a novembre 2014. Questa lista iniziale di 29 gruppi bancari internazionali sarà aggiornata e pubblicata ogni anno a novembre. Le singole autorità nazionali, ha precisato il Financial Stability Board guidato da Mario Draghi, potranno decidere di estendere i requisiti di salvaguardia da utilizzare in caso di liquidazione ad altre istituzioni sotto la loro giurisdizione.

Nel dettaglio la lista comunicata oggi comprende: Bank of America Bank of China, Bank of New York Mellon, Banque Populaire, Barclays, Bnp Paribas, Citigroup, Commerzbank, Credit Suisse, Deutsche Bank, Dexia, Goldman Sachs, Credit Agricole, Hsbc, JP Morgan Chase, Lloyds Banking, Mitsubishi UFJ, FG Mizuho, Morgan Stanley, Nordea, Royal Bank of Scotland, Santander, Societè Generale, State Street, Sumitomo Mitsui, Ubs, Unicredit, Wells Fargo.

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