Ghizzoni: ulteriori ricapitalizzazioni penalizzeranno le nostre banche
Secondo il numero uno di Piazza Cordusio, gli istituti italiani stanno molto meglio di quelli europei
L'ad di Unicredit Federico Ghizzoni giudica "incomprensibili le decisioni di questi giorni relative alle richieste di ulteriore capitale che penalizzeranno ancora di più le banche italiane. Tornare indietro", ha spiegato secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Ansa, "appare peraltro un esercizio tardivo, anche perchè i mercati hanno di fatto già assimilato quanto è stato annunciato. Allo stesso modo non sarà senza conseguenze aver infranto i principi relativi al mark to market".
"È vero che le banche italiane presentano un livello di patrimonializzazione inferiore a certi paesi europei (es. Gran Bretagna, Svizzera o paesi del Nord Europa) ma questo è giustificato da un bilancio molto meno rischioso", ha argomentato.
"Le banche europee hanno in portafoglio titoli tossici (il cosiddetto livello 3) per un totale di circa 340 miliardi. Di questi, solo il 4% è in Italia. Ci sono situazioni in Europa dove l'incidenza di questi titoli tossici sul patrimonio di vigilanza arriva in alcuni casi quasi al 100% contro un 10% delle banche italiane".
"Inoltre, la cosiddetta leva finanziaria - cioè la quantità di attività rispetto al patrimonio - è di 14 volte in Italia contro le 35 della Germania e 30 della Francia. Da sottolineare che in Italia le nostre attività sono sopratutto crediti", ha concluso.
Infine, Ghizzoni ha riferito che Unicredit ha discussioni in corso per l'eventuale modifica degli strumenti finanziari Cashes allo scopo di superare i vincoli dell'Eba e considerarli così patrimonio. Secondo l'autorità europea Eba il gruppo, a causa della svalutazione dei titoli di stato a valori di mercato, avrebbe bisogno di circa 7 miliardi di euro di buffer di capitale che scenderebbero a circa 4,3 miliardi se venissero considerati i Cashes.


