Diasorin, la revisione delle stime sui ricavi non piace al mercato
Per i prossimi quattro anni il tasso di crescita composto annuo per il fatturato e il margine operativo lordo sono visti rispettivamente a circa +10% e +9%
Il piano industriale 2011-2015 di Diasorin non passa il test del mercato, con il titolo che nel giorno della presentazione dei target ha perso in Borsa oltre il 10%. In particolare a deludere gli investitori è stata la revisione al ribasso delle stime sui ricavi 2011. Nel comunicato sui dati semestrali, il gruppo ribadiva infatti una "previsione su base annua tra i 465-475 milioni di euro (crescita complessiva superiore al 15%)", mentre ad oggi prevede un fatturato per l’anno in corso pari a 450 milioni, per una crescita dell'11% sullo scorso anno. La società specializzata in test diagnostici ha detto inoltre di attendersi per i prossimi quattro anni un tasso di crescita composto annuo per il fatturato e il margine operativo lordo rispettivamente pari a circa +10% e +9%, ed un flusso di cassa che porterà il valore cumulato al 2015 a circa 600 milioni di euro.
Il gruppo inoltre, ha fatto sapere l’a.d. Carlo Rosa, potrà contare a conclusione del piano industriale che scade nel 2015 di un flusso di cassa pari a 500 milioni di euro per possibili acquisizioni, che potranno essere fatte in Giappone. “Attraverso nuovi accordi commerciali e partnership - ha spiegato il manager - Diasorin mira a conquistare quote di mercato in paesi in cui la propria presenza ad oggi è ancora poco significativa, come l'India ed il Giappone”.
In particolare, nel Sol Levante la crescita potrà avvenire «per via esterna» mentre in India “ci sono alcune difficoltà a cercare acquisizioni" e quindi sarà più probabile un ricorso a «alleanze con partner locali”. Il valore del fatturato per le possibili società da acquisire sul mercato giapponese è compreso tra “00 e 150 milioni di euro" mentre il gruppo disporrà, a fine piano, di una liquidità pari a “500 milioni di euro» da cui bisogna sottrarre un “pay-out (distribuzione di dividendi, ndr) del 25%” ma potrà fare ricorso al credito bancario. Rosa si è poi soffermato sull'importanza della quotazione in Borsa.
Dopo aver ricordato che dal segmento Star in cui è entrata Diasorin nel luglio del 2007 il mercato di riferimento è diventato il Ftse Mib delle blue chips dallo scorso 20 dicembre, il manager ha sottolineato come “la quotazione è stata importante perchè uno dei problemi di un'azienda non quotata che va molto bene è che il management diventa autoreferenziale”. Non è stato, a suo avviso, il caso di Diasorin che “quando tratta con gli investitori sperimenta il vantaggio di essere una public company quotata in Borsa”.


