Il rialzo del prezzo del greggio fa bene ai conti di Eni
Il gruppo ha battuto le attese nel trimestre, chiuso con un utile netto adj di 1,79 mld di euro
Eni supera le attese nel trimestre. Grazie al rialzo del prezzo del greggio - che ha compensato problemi sull'offerta in Libia - l’utile netto adjusted del Cane a sei zampe si è attestato tra luglio e settembre a 1,79 miliardi di euro, un risultato migliore delle previsioni del consenso che scommettevano su 1,48 miliardi. In crescita (del 12%) anche l'utile operativo, pari a 4,61 miliardi (4,20 miliardi le attese) e il Cash flow, pari a 2,61 miliardi, mentre la produzione di idrocarburi, penalizzata dalla Libia, ha registrato un calo del 13,6% a 1,47 milioni di barili al giorno. "E' un po' meglio delle previsioni, grazie a un insieme di cose: un po' meglio nella raffinazione, un po' meglio nell’upstream, sulla Libia, sembra andare un po' più rapidamente di quanto si attendeva", ha detto un’analista commentando i dati. Il gruppo ha anche annunciato di attendersi un calo della produzione intorno al 10% nel 2011 a causa della chiusura degli impianti in Libia, stima calcolata sulla base di un prezzo medio del greggio di 111 dollari al barile. I volumi, ha assicurato Eni, torneranno ai livelli precedenti il conflitto in circa 12 mesi.


