Eni, entro giugno 2012 si tornerà a 280.000 barili al giorno in Libia
Intanto il Cane a sei zampe ha finalizzato ieri l’acquisizione delle quote detenute dai fondi azionisti di Altergaz, aumentando la sua partecipazione dal 60% al 98%
Eni ha quasi recuperato la propria produzione di 280.000 barili di greggio in Libia precedente alla rivoluzione che ha rovesciato il regime di Gheddafi. L'annuncio arriva dall’amministratore delegato, Paolo Scaroni, e dal direttore della divisione Exploration and Production, Claudio Descalzi, secondo cui i livelli pre-guerra saranno raggiunti entro giugno 2012. Descalzi ha poi ipotizzato un potenziale raddoppio di produzione in un decennio, sulla base di investimenti tra i 30 e i 35 miliardi di dollari, mentre in relazione alla recente scoperta record di gas sulle acque territoriali del Mozambico, il manager ha previsto per il 2018 il primo cargo di gas prodotto dal giacimento.
A Tripoli, ha affermato invece Scaroni, “abbiamo un ufficio perfettamente funzionante. Abbiamo ripreso le nostre attività in modo molto soddisfacente e più rapidamente delle nostre più rosee previsioni”. A chi gli faceva notare che il nuovo ministro del Petrolio libico è un ex dirigente dell'Eni, l'a.d. del gruppo petrolifero ha osservato che “questo è anche facile. Siamo la prima compagnia del paese. Abbiamo avuto tante persone che hanno lavorato con noi. Quando uno fa il ministro, fa il ministro del suo paese e si dimentica di quello che era prima, come è giusto che sia”. Quanto alla possibilità che il governo italiano ceda quote in Eni, Scaroni si è limitato a un "non lo so, chiedetelo al governo". Intanto il Cane a sei zampe ha finalizzato ieri l’acquisizione delle quote detenute dai fondi azionisti di Altergaz, raggruppati in Consellior, aumentando la sua partecipazione dal 60% al 98% dell'operatore del gas francese. L'operazione è stata resa nota da Altergaz alle autorità di mercato francesi. Attualmente la società transalpina, avviata al delisting, capitalizza in Borsa circa 300 milioni di euro. Eni è entrata nel capitale della società nel 2007, rilevando una quota dai soci fondatori ed è salita al 60% nel 2010 esercitando un'opzione di acquisto sempre dai fondatori.


