Fiat Industrial: gli investimenti di Cnh hanno gli occhi a mandorla
La società che fa capo a Fiat Industrial intende costruire un nuovo sito produttivo in Cina con un investimento pari a...
Per frenare l'emorragia di produzione del 15% di Scania a partire da gennaio, Fiat industrial con la sua controllata Cnh, investirà nel nordest della Cina, a Harbin.
La società specializzata nelle macchine agricole e per l'edilizia intende infatti costruire un nuovo sito produttivo nella provincia di Heilongjiang con un investimento iniziale pari a 90 milioni di dollari.
Il nuovo impianto, che si estenderà su una superficie di 90.000 mq produrrà trattori, mietitrebbiatrici e altre macchine agricole a tecnologia avanzata.
"La Cina è un mercato molto importante per noi" ha dichiarato Richard Tobin, atuale cfo e futuro presidente e ceo della società dal primo gennaio 2012, "e crediamo molto nel suo potenziale. Cnh investe nel Paese da oltre 100 anni. Da allora abbiamo sviluppato i nostri rapporti con la Cina stabilmente e continueremo a investire per garantire ai nostri clienti le migliori tecnologie e il migliore know-how".
Cnh ha inviato nei giorni scorsi una dichiarazione di interesse non vincolante per la norvegese Kverneland, per cui sono in lizza anche la giapponese Kubota e Chery Machinery. Kverneland è considerata interessante da Cnh per completare la propria gamma di macchine agricole.
Ieri, invece, è arrivato la notizia negativa da Scania che ha annunciato un’ulteriore riduzione del 15% della produzione a partire da gennaio 2012, una decisione presa a seguito dell’ulteriore rallentamento della domanda proveniente dall’Europa e dall’America Latina.
Martin Lundstedt, vice presidente esecutivo e responsabile vendite e marketing di Scania, ha spiegato che nel corso degli ultimi mesi è proseguito ulteriormente il calo della domanda in Europa e, contestualmente, sono stati registrati nuovi cali anche negli ordinativi provenienti da altri mercati.


