Lingotto, molto dipende dagli Usa
Per gli esperti nel 2014 il gruppo venderà 4,9 mln di veicoli, 1 mln in meno dell’obiettivo
Il titolo Fiat ha iniziato l’anno in maniera spumeggiante, chiudendo la prima settimana di contrattazioni con un rialzo di oltre il 12%, salvo poi correggere pesantemente nella seduta successiva (con un -6,23%). Anche per il Lingotto infatti, come per altre case automobilistiche del mass market (cioè non di lusso), si profila un anno incerto. I principali catalyst, ci dice un analista, saranno comunque le notizie provenienti dagli Stati Uniti. “I rialzi della settimana scorsa sono stati dettati soprattutto dall’aumento della partecipazione in Chrysler”, spiega l’esperto, “ma trovo che il titolo sia cresciuto anche troppo, poiché l’evento era ampiamente atteso”.
Il traguardo era infatti legato al raggiungimento del terzo performance event contemplato dagli accordi con l’amministrazione americana. Il cosiddetto “ecological event” richiedeva che Chrysler ottenesse il via libera per un’auto basata su una piattaforma o altra tecnologia Fiat, con una performance in termini di consumi pari ad almeno 40 miglia per gallone e si impegnasse irrevocabilmente ad avviarne la produzione su scala industriale negli Stati Uniti. A fine dicembre la Dodge Dart, basata sulla piattaforma dell’Alfa Romeo Giulietta, ha superato il test di consumo.
Successivamente Chrysler si è impegnata con il dipartimento del Tesoro ad avviarne la produzione in uno stabilimento degli Stati Uniti. A trainare Fiat sono stati anche i dati delle vendite sul mercato americano, dove Chrysler, con una crescita annua del 26%, ha fatto anche meglio delle concorrenti General Motors (+14%) e Ford (+11%). “Nel 2012 le vendite sul mercato americano dovranno ancora compensare la frenata in Europa, dovuta essenzialmente a fattori macroeconomici”, spiega l’analista. “Ma è anche un grosso impegno: i dati del 2011 seguono infatti un periodo post-fallimentare, in cui è stato facile presentarsi alla clientela con nuovi modelli. Inoltre gli obiettivi fissati da Marchionne sono molto ambiziosi”.
Chrysler ha un obiettivo Usa per il 2012 di 1,8 milioni, che rappresenterebbe un balzo del 31% sul consuntivo 2011. Inoltre secondo 10 esperti consultati da Bloomberg il gruppo Fiat-Chrysler venderà nel 2014 4,9 milioni di veicoli, un milione in meno rispetto all’obiettivo di 5,9 ribadito di recente dall’amministratore delegato.


