Seat trova l'intesa sul debito, ora serve l'ok di banche e bondholders
Rimane aperta però la questione rilevante tra i Lighthouse e gli azionisti di riferimento di Seat sul valore di conversione delle obbligazioni in azioni
E' pronto l'accordo per il riassetto di Seat Pagine Gialle, ma ora serve l'ok di bondholder, banche senior e azionisti. Ieri in tarda serata la società ha comunicato di aver raggiunto un'intesa per una ristrutturazione consensuale con il comitato degli obbligazionisti Lighthouse (che detiene oltre il 50% del nominale del bond) e la maggioranza del comitato dei finanziatori senior (Rbs, Bnp Paribas, Unicredit, Harbourmaster).
I termini dell'accordo che permetterà ai Lighthouse di prendere il controllo di Seat Pagine Gialle, convertendo il debito in capitale, saranno sottoposti al giudizio di cda (in programma questa mattina), del comitato crediti e ai bondholders.
L'accordo è condizionato al rimborso ai Lighthouse della cedola da 52 milioni da parte della società in scadenza il 30 novembre, ma per il via libera al rimborso occorre che almeno il 75% dei Lighthouse voti l'intesa di ristrutturazione consensuale entro lunedì 28 novembre. La società sta operando congiuntamente con il comitato dei bondholders e con alcuni creditori senior per sollecitare i consensi richiesti.
Rimane aperta però la questione rilevante tra i Lighthouse e gli azionisti di riferimento di Seat (Cvc, Permira, Investitori Associati) sul valore di conversione delle obbligazioni in azioni: per chiudere il processo di ristrutturazione infatti va trovato un accordo tra le parti che deve avere l'ok del 51% degli azionisti.


