Enel: l’impatto delle liberalizzazioni sull’utility. Parola agli analisti
Gli esperti danno fiducia alla maggiore utility italiana. Attualmente il target price medio pari a 4,13 euro incorpora un upside del 35% per la blue chip milanese...
Occhi puntati sulle performance future di Enel. Il colosso elettrico italiano deve al più presto rifarsi della stangata ricevuta con la Robin Hood Tax, l'inasprimento dell'Ires con cui la manovra estiva targata Tremonti-Berlusconi ha messo le utilities nel mirino. Una "spintarella" è arrivata dal nuovo regime tariffario scaturito nelle ultime settimane.
Dai minimi toccati il 22 settembre scorso il titolo è così risalito del 5,52% a 3,06 euro (alla chiusura di venerdì 20 gennaio). Nell'ultimo mese è in rialzo del 2,27%, mentre cede il 25,56% a un anno. Il prossimo 31 gennaio il gruppo divulgherà i risultati provvisori, mentre quelli definitivi arriveranno l'8 marzo, assieme all'atteso piano strategico 2012-2016. Il consensus prevede nell'esercizio 2011 ricavi per 74,88 miliardi, con una crescita del 4,1% sul fatturato di un anno fa. Eps stimati a 0,44 euro contro gli 0,47 di un anno fa, compresi in una forchetta tra 0,38 e 0,49 euro.
Gli analisti danno fiducia alla maggiore utility italiana. Attualmente il target price medio pari a 4,13 euro incorpora un upside del 35% per la blue chip milanese. Enel vanta una prevalenza di raccomandazioni positive (17) contro 7 neutrali e 3 negative. Il gruppo intanto brinda al nuovo regime tariffario per la distribuzione. Questo nonostante il decreto del governo sulle liberalizzazioni introduca novità nella determinazione del prezzo del gas destinato alla clientela retail. Nel meccanismo con cui l'Authority aggiorna il prezzo, infatti, sarà ridotto gradualmente il riferimento alle quotazioni internazionali del petrolio per considerare anche i prezzi sui mercati europei del gas. La misura, che dovrebbe portare a effetti di contenimento delle bollette, non dovrebbe tuttavia impattare nel breve periodo sui conti dell'utility elettrica.
Un'analisi di Jp Morgan osserva come il decreto liberalizzazioni contribuirà alla graduale restrizione dello spread tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, ma solo nel lungo termine, mentre non dovrebbe avere un impatto significativo sul breve. Il broker ha confermato pertanto il giudizio overweight. D'altra parte Enel beneficerà dei nuovi aumenti delle tariffe scattati proprio per decisione dell'Autorità a partire da quest'anno. Goldman Sachs ha confermato il rating buy e il target price a 4,60 euro.
Equita stima benefici pari a 220 milioni di euro a livello di Ebitda rispetto al precedente periodo e conferma la raccomandazione di acquisto sul titolo con target a 4,80 euro. Cheuvreux mantiene Enel nella selected list con prezzo obiettivo a 4,20 euro, mentre per Oddo Securities la società italiana resta la miglior scelta tra le utilities europee con target a 3,80 euro. Il direttore finanziario del gruppo, Luigi Ferraris, ha detto che le tariffe sono state aggiornate in modo favorevole per Enel “ma non compensano l'effetto della Robin Hood Tax introdotta dal governo l'estate scorsa anche per il settore della distribuzione elettrica”. Il precedente esecutivo in agosto ha aumentato di 4,5 punti l'aliquota dell'Ires per i settori dell'energia e ha esteso ad alcune attività collaterali, come il trasporto e la distribuzione, la Robin Hood tax con l'aliquota del 10,5%.
Intanto Enel ha in programma di emettere un bond riservato alla clientela retail per rimpiazzarne uno in scadenza il prossimo marzo. Si tratta di un'emissione in doppia tranche, a tasso fisso e a tasso variabile, della durata di 6 anni, per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi estensibile fino a 3 miliardi. Non si tratta di un evento di poco conto, poiché i tassi della controllata del Tesoro sono inevitabilmente correlati a quelli del Btp. La recente discesa degli spread dei titoli di Stato potrebbe essere di buon auspicio (per la società ovviamente, meno per gli investitori). Il pricing non avverrà comunque prima della fine di febbraio.


