Nave Costa, il peso del naufragio sui conti del settore
A una settimana dall’incidente al largo dell’isola del Giglio, gli analisti provano a calcolarne l’impatto sui conti della società armatrice Carnival e sul comparto delle crociere in generale…
A una settimana dal naufragio della Costa Concordia al largo dell’isola del Giglio iniziano a circolare le prime stime sull’impatto che l’incidente avrà sui conti e sul titolo di Carnival - la società armatrice di cui la nave affondata rappresenta l’1,6% della capacità di flotta – ma anche sul comparto delle crociere in generale. E, da quanto emerge dai calcoli degli analisti, la risposta non sembra molto rassicurante. Carnival ha già annunciato che il naufragio le costerà tra gli 85 e i 95 milioni di dollari, con un impatto di circa 0,12 dollari per azione sugli utili 2012, se la Costa Concordia - assicurata per 405 milioni di dollari - resterà fuori servizio per tutto l’anno. Ma il bilancio salirebbe notevolmente se l’imbarcazione risultasse da rottamare. La società armatrice con sede a Miami ha messo in preventivo inoltre costi aggiuntivi che al momento non si è ancora in grado di determinare. Bisognerà considerare infatti anche i danni ambientali e le fattispecie previste dal diritto marittimo italiano, per cui i conti precisi potranno essere fatti solo quando la situazione sarà più tranquilla.
“La dimensione di questa tragedia sui libri contabili è senza precedenti”, ha osservato un esperto di Credit Suisse, ricordando che Carnival – che ha chiuso il 2011 con entrate per 15,7 miliardi di dollari e un utile pre-tasse di quasi 2 miliardi - ha avuto altri due incidenti recentemente. Un incendio a bordo della Star Princess nel 2006, che ha inciso per cinque centesimi sull’utile per azione e uno sulla Splendor nel 2010 (7 centesimi di eps). Ma allargando lo spettro di analisi, va considerato che il naufragio potrebbe aere effetti anche sul comparto delle crociere a livello generale: “dopo questo incidente, i guadagni previsti dal settore crocieristico sono rischio”, ha spiegato un analista di Morningstar.
“La maggior parte dei viaggiatori di solito fissa la partenza con cinque- sei mesi di anticipo e gennaio è uno dei momenti critici per le prenotazioni del terzo trimestre, un periodo che contribuisce al 70% del bilancio totale delle società crocieristiche. L’incidente della Concordia, tra l’altro, è arrivato in un periodo molto delicato per il comparto, considerata la debolezza delle economie europee e la situazione di incertezza politica che ancora domina il sud del Mediterraneo”. Carnival resta comunque il leader del mercato crocieristico e può contare su un bilancio solido, conclude lo studio di Credit Suisse, secondo cui “alla fine, il gruppo riuscirà a uscire da questa tempesta. In ogni caso non consigliamo di acquistare adesso il titolo. A favore della sua ripresa nel lungo termine, comunque, giocano un rendimento del 3% e il fatto che la società ha dimostrato di saper creare valore per gli azionisti attraverso operazioni di riacquisto di azioni proprie”.


