TerniGreen alla prova del piano industriale, ricavi per 34 milioni nel 2014
La società di energia verde incontra la comunità finanziaria a Milano per presentare gli obiettivi e le strategie 2012-2014
L’Aim è una fase di passaggio. Perché TerniGreen, società che si è quotata il 10 novembre del 2011, “sorella” di TerniEnergia e controllata da Terni Research (azionista di maggioranza relativa con il 38,03%), punta a un altro segmento di Borsa Italiana. “L’Mta o lo Star, dove già è TerniEnergia”, dice nell’incontro con la comunità finanziaria il presidente e amministratore delegato Stefano Neri.
A quando il passaggio? “Noi lo avevamo detto”, precisa Neri, “sull’Aim staremo non più di diciotto mesi”. Quindi, entro i tempi del piano industriale 2012-2014 presentato mercoledì 22 febbraio a Milano. Alla domanda di un analista a Neri: “Crede che allora avrete i requisiti di capitalizzazione necessari per realizzare questo passaggio, considerato il piano di investimenti che prevedete?”, il presidente si mostra fiducioso e risponde che tutto sommato la società ce li avrà, valutati i multipli e anche con il debito.
“Questo piano strategico rappresenta un importante passo in avanti nella green economy italiana”, dichiara Neri presentando il piano industriale. “La sua fattibilità, in un momento di limitato accesso al credito come quello attuale, è garantita da una strategia oculata di reperimento delle risorse, che punta a mantenere un equilibrio economico e finanziario tra attività a più alta intensità di capitale e altre che garantiscono flussi di liquidità e marginalità elevate”.
La strategia di crescita è “orientata all’ottimizzazione delle risorse e delle competenze attraverso una diversificazione del portafoglio attività su settori che vanno dal decomissioning di impianti dismessi, con conseguente recupero dei materiali, alla bonifica di suoli e acque, al recupero di materia ed energia da biomasse e da rifiuti”.
C’è poi l’attività di “scouting”, che sarà “costante” e che accompagnerà “lo sviluppo del gruppo”. Il management proporrà agli azionisti all’assemblea di primavera il riacquisto del 2,5% di azioni proprie, finalizzato a portare a termine l’aggregazione di “rami di altre imprese o di soggetti con i quali sia possibile creare sinergie imprenditoriali”.
Per il 2014, l’obiettivo è un fatturato di 34 milioni di euro e un ebitda di 12 milioni, con investimenti complessivi superiori ai 30 milioni. Le linee guida del piano strategico sono orientate alla creazione del primo “polo italiano dell’industria verde” attraverso la crescita dimensionale nelle due aree di attività Environment e Cleantech. Il mix tra investimenti e attività “short term cash”, spiega il management, permetterà al gruppo di sostenere l’equilibrio finanziario. La crescita, aggiungono i vertici della società di Narni, avverrà sfruttando il livello di competenza raggiunto nel settore ambientale, la replicabilità del modello di business, l’aggregazione di aziende operanti nello stesso settore e lo sviluppo di partnership industriali.
Il focus nei prossimi due anni sarà sul recupero di pneumatici fuori uso (pfu), sull’incremento della dotazione impiantistica per il recupero di materia ed energia dai rifiuti (a valle della raccolta differenziata e prima della chiusura del ciclo), sullo sviluppo dell’attività di bonifica attraverso la realizzazione di impianti per la depurazione e trattamento di rifiuti speciali e sullo sviluppo di impianti a biomasse per la produzione di energia elettrica (una struttura è a Borgosesia, in provincia di Vercelli).
Il cda ha intanto approvato i dati del preconsuntivo 2011, che chiude con ricavi superiori a 10 milioni di euro (a fronte dei 2,8 del 2010), ebitda di più di 2,5 milioni (furono 1,2 nel 2010) e utile netto oltre gli 1,5 milioni (0,7 milioni nel 2010).


