Moody's taglia il Giappone per la prima volta dal 2002
Bocciate anche le banche. Intanto il governo presenta un piano sui cambi per frenare la corsa dello yen
Chiusura in calo per la piazza finanziaria di Tokyo, dove l'indice Nikkei archivia la seduta con una flessione dell'1,07% a 8.639,61 punti. L'agenzia di rating Moody's ha declassato il rating sovrano del Giappone da AA3 ad AA2 per l'alto deficit e il conseguente aumento del debito. Lo ha reso noto la stessa agenzia che, immediatamente dopo la sforbiciata al giudizio su un debito, ha tagliato anche il voto alle banche nipponiche. Tra gli istitui colpiti dalla scure di Moody's Bank of Tokyo e Sumitomo Mitsui Banking Corporation. Il governo si sforza di mostrarsi sereno: la fiducia nei bond giapponesi non è stata intaccata, ha detto il ministro delle Finanze Yoshihiko Noda. "Le vendite dei titoli di Stato nelle aste recenti aste hanno dimostrato che la fiducia rimane incrollabile", ha dichiarato.
L'esecutivo, intanto, ha varato un piano sui cambi per frenare "la unilaterale e ingiustificata" risalita dello yen, sempre a ridosso dei massimi sul dollaro, attraverso la promozione dell'espansione delle Corporate Japan all'estero. Sempre Noda, in una conferenza stampa, ha illustrato il programma di durata annuale e del valore di 100 miliardi di dollari che vuole favorire scambi di fondi in yen a favore di valute straniere, soprattutto grazie a operazioni di fusione e acquisizione (M&A). Un invito alle aziende giapponesi ad agire all'estero e a fare "il miglior uso del maggior valore dello yen sul dollaro e sulle altre principali valute", ha spiegato Noda. Le misure includono la stretta sugli operatori del forex, tenuti a segnalare le posizioni di trading fino alla fine del prossimo mese.


