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Operatori di telefonia mobile in Russia

creato da Diana Bin ultima modifica 13/07/2011 14:56

Vimpelcom si è recentemente ripresentata sul mercato obbligazionario emettendo bond in dollari con scadenza 2014, 2017 e 2022

Vimpelcom, il secondo operatore di telefonia mobile in Russia, si è recentemente ripresentata sul mercato obbligazionario emettendo bond in dollari con scadenza 2014 (200 milioni), 2017 (500 milioni) e 2022 (1500 milioni). Prima di focalizzarci sulle opportunità di investimento presenti in queste recenti emissioni, è opportuno descrivere il profilo strategico e competitivo di Vimpelcom all’interno del settore di riferimento.

Nata nel 1992 come operatore di telefonia mobile nell’area di Mosca, la società è stata la prima azienda russa quotata presso il New York Stock Exchange nel 1996. Nel 1997 la società ha iniziato ad utilizzare la tecnologia GSM nella regione di Mosca e, a partire dal 2001, ha investito in un network GSM di proprietà sulla maggior parte del territorio russo. Nel 2004 è iniziata l’avventura al di fuori dei confini nazionali con l’acquisizione del maggiore operatore mobile in Kazakhstan, K-Mobile. 

Tuttavia, la prima vera operazione di rilievo in termini dimensionali e strategici è stata l’operazione su Ukrainian RadioSystem nel 2005 per oltre 230 milioni di dollari. La transazione ha generato notevoli dissapori fra i principali azionisti: quelli di matrice russa (Alfa Group) e Telenor (incumbent della telefonia norvegese). I dissapori si sono nel tempo affievoliti grazie ai risultati molto positivi della controllata ucraina operante sotto il nuovo brand Beeline e ad una strategia di internazionalizzazione nei paesi emergenti condivisa da entrambi i principali azionisti.

All’operazione di M&A in Ucraina, sono seguite acquisizioni in pressoché tutti i paesi dell’area dell’Ex Repubblica Societica, in far east Asia (Vietnam e Cambogia),in Africa e anche in suolo domestico con l’acquisizione sull’operatore di rete fissa Golden Telecom. Cio’ ha consentito a Vimpelcom di divenire una società telecom leader nei mercati emergenti capace di generare ricavi annui superiori a 10 miliardi di dollari con un margine operativo lordo (ricavi al netto di costi esterni e costi generali ed amministrativi) di oltre il 45% nel 2010.

La crescita non è mai avvenuta a discapito della qualità della struttura finanziaria: sempre a fine 2010, Vimpelcom presentava debiti netti inferiori a 1x il Mol annuo e pari a solo al 25% del capitale investito totale. Il posizionamento da operatore leader nei mercati emergenti di interesse, caratterizzati da crescita endogena e livelli relativamente ridotti di competizione interna, insieme con la struttura finanziaria conservativa, hanno reso Vimpelcom un emittente frequente sul mercato delle obbligazioni internazionali che ha sempre soddisfatto senza difficoltà gli impegni presi riuscendo anche a continuare i processi di crescita ed internazionalizzazione. Anche le remunerazioni agli azionisti in termini di dividendi sono sempre state generose.

L’ultima sfida del gruppo è controcorrente e si tratta della recente fusione con Wind, terzo operatore di telefonia mobile italiano e secondo in ambito di rete fissa. L’operazione ha dato vita al 5° operatore di telefonia mobile al mondo per numero di abbonati con attività diversificate geograficamente in ambito globale. L’operazione è stata vissuta con scetticismo dagli analisti finanziari e da parte di Telenor dando vita a nuovi e forse insanabili dissidi con gli azionisti russi. Wind è infatti molto diversa da Vimpelcom in quanto società operante in un mercato estremamente saturo e con una struttura finanziaria molto spinta a leva che ha sempre precluso impieghi diversi dal servizio del debito. Lo scetticismo diffuso si è tradotto in un deprezzamento delle obbligazioni di Vimpelcom sul mercato (a favore delle passività di Wind).

La nuova sfida per Vimpelcom è quella di gestire una struttura dimensionalmente più grande ed estrarre sinergie dal know how dell’operatore italiano per favorire crescita globale. Altro vantaggio della fusione riguarda il costo del debito della operativa italiana Wind che, beneficiando della minore rischiosità di gruppo, potrà finalmente finanziarsi a tassi inferiori, dando vita ad una ulteriore creazione di valore per tutti gli stakeholders.
 

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Commenta Andrea Praderio, Credit Analyst di Compass Asset Management | 06 luglio 2011 10:00
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