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possibili nuove tensioni in un mese ricco di emissioni

Primi test per gli emittenti sovrani periferici europei

creato da Luca Spoldi ultima modifica 10/03/2011 07:49

Oggi il Portogallo prova a collocare 500 milioni di euro di titoli a sei mesi, mentre la Germania offre 5 miliardi di euro del nuovo decennale

Gennaio rischia di essere un mese molto impegnativo per i mercati obbligazionari, visto che si starebbe preparando il collocamento di oltre una cinquantina di emissioni a partire, stamane, da una prima asta di titoli di stato portoghesi a sei mesi, per 500 milioni di euro, e da una più consistente offerta di Bund decennali per 5 miliardi.

Se nel primo caso gli operatori vogliono capire se si registreranno ulteriori allargamenti degli spread e dunque un rialzo dei rendimenti offerti dagli emittenti sovrani periferici europei rispetto alla Germania o ad altri paesi “core” della Ue, per l’emissione tedesca (cedola 2,5%) qualcuno parla di rendimenti troppo modesti per attirare folle di investitori, nonostante alcune notizie come la decisione della banca centrale svizzera che dallo scorso 21 dicembre ha cessato di accettare titoli di stato irlandesi come collaterali per le sue operazioni di mercato inducano a credere che la ricerca di investimenti sicuri continuerà a favorire Berlino.

Quello svizzero non è del resto un segnale rassicurante, visto che l’istituto centrale svizzero avesse smesso di accettare i titoli di stato greci come collaterali nell’aprile dello scorso anno, qualche settimana prima che esplodesse la crisi del debito di Atene.

Tanto che ora qualche operatore suggerisce prudenza e di attendere almeno gli esiti di questi primi test di inizio anno per capire se gennaio darà il là a nuovi rialzi dei tassi di mercato o se si riuscirà a contenere le tensioni entro limiti accettabili e tali da non compromettere il costante lavoro di rifinanziamento operato dalla Bce per garantire liquidità al mercato e mantenere i tassi in prossimità dei minimi storici, così da favorire il consolidarsi di una ripresa che resta asfittica nonostante tutti gli sforzi compiuti finora dalle autorità finanziarie.

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Commenta 05 gennaio 2011 12:03
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