Scommettere sul terzo operatore nel trasporto di container via mare
Il settore dello shipping ha risentito molto della crisi. La situazione di un gigante come CMA-CGM
Fondata nel 1978, CMA-CGM, con una quota di mercato stimata dell’8.2% ed una flotta di 396 navi, di cui 91 di proprietà, è la terza società al mondo (dopo AMP/Maersk e MSC) nel settore del trasporto marittimo di container. Il fondatore di CMA, Jaques Saadé, ne è tuttora il solo azionista insieme ad altri membri della sua famiglia; agli inizi il focus era sui trasporti all’interno del mediterraneo, tra il Libano, la Siria e la Francia, ma ben presto si è allargato al nord europa, il medio oriente e la Cina. Il grosso salto in avanti avviene nel 1996 con l’acquisizione di CGM dal governo francese, seguita nel periodo 2000-2008 da una serie di altre acquisizioni. Ad oggi i servizi di trasporto marittimo offerti da CMA si articolano lungo le principali rotte e sono attivi oltre 400 porti; un focus particolare è stato posto sulle rotte che terminano o originano dall’ Asia che ad oggi rapprentano il 55% del fatturato con una quota di mercato del 10.9% sulle rotte Europa-Asia. La flotta di CMA è mediamente giovane (5.7 anni di età media, con oltre il 60% delle navi varato negli ultimi 5 anni) ed oltre il 30% viene affittata anno per anno; questa composizione della flotta garantisce, a detta della società, una livello di efficienza e flessibilità operativa superiore rispetto alla concorrenza. In aggiunta alle navi già in possesso la società ha 15 nuove navi in consegna nell’arco dei prossimi 2 anni, avendo ridotto, come del resto tutta l’industria dello shipping, gli ordinativi per scongiurare un eccesso di offerta sul mercato. Oltre alle attività di shipping, la società offre anche servizi di logistica e trasporto intermodale che consentono il trasporto da porta a porta di container. Inoltre esiste anche un marginale business di crociere (2% del fatturato) che è attualmente in corso di dismissione. Come tutti gli operatori del settore, CMA ha investito nelle attività di banchina in diversi porti (Marsiglia, Le Havre, Tangieri, Zeebrugge e Casablanca) ed è titolare della concessione per gestire l’intero porto container di Malta fino al 2069. Come è ben noto, il settore dello shipping è stato duramente colpito dalla crisi del 2008-2009 con fatturati in brusco calo e, per la prima volta in molti anni, conti economici in rosso. CMA, come molte altre società del settore, si è trovata in una situazione di tensione con in suoi creditori ed ha implementato di conseguenza una serie di drastiche misure di taglio costi (700 milioni) e concordato una serie di passi per ridefinire la struttura finanziaria. Tra questi passi si annoverano il riacquisto sul mercato nel corso del 2008 e del 2009 di parte dei prestiti obbligazionari con scadenze 2012 e 2013, l’investimento nel gennaio 2011 di 500 milioni in un prestito convertibile da parte del gruppo turco Yildirim che potrebbe nel 2015 diventare azionista della società con una quota fino al 30%, l’emissione ad Aprile 2011 di nuove obbligazioni scadenza 2017 e 2019 destinate a rifinanziare il residuo dei prestiti obbligazionari precedenti. Infine è stato di recente ceduto per di 200 milioni di dollari il 50% della concessione di gestione del porto container di Malta. Il fatturato del 2010 si è attestato a 14.3 miliardi di dollari ed il margine operativo lordo (EBITDA) ha raggiunto la cifra record di 2.5 miliardi, aiutata dai bassi prezzi del carburante; la posizione debitoria netta a fine 2010 era intorno a 2 miliardi di dollari. Le attese della società sono di un ritorno a livelli di profittabilità normalizzati (10%-12% EBITDA margin) nel 2011 a causa dell’aumento del prezzo del carburante e di un contestuale calo del prezzo dei noli.


