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A rischio l’Unione Monetaria

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 12/09/2011 13:52

La situazione dell’euro si fa sempre più preoccupante. E c’è chi crede che salterà

Oramai da un bel po’ di tempo è più che chiaro che la situazione dei debiti pubblici in area Euro si sta avvitando e che solo un intervento coordinato delle autorità politiche e monetarie può evitare un ulteriore peggioramento della crisi. L’Euro è oramai un peso per i Paesi più deboli (Italia inclusa, gli effetti stanno cominciando a farsi sentire anche da noi) che, stretti dalla morsa della crisi e di politiche fiscali depauperanti, molto difficilmente torneranno alla crescita senza uscire dall’Euro o con una svalutazione decisissima dell’Euro.

L’Euro si sta rivelando un abbraccio mortale. Le possibilità sono solo due: o totale integrazione in area UE o rischio concretissimo che l’Unione Monetaria salti. Tecnicamente l’Euro continua a muoversi all’interno di una fascia d’oscillazione compresa tra 1,4 e 1,46 euro e sta andando a testare la base del canale ascendente con origine a metà 2010 che al momento transita in area 1,405.

In realtà l’euro dovrebbe essere molto più debole di quanto non sia ora, ma con tutta probabilità sconta, perlomeno in parte, la fuoriuscita di alcuni Paesi deboli (tra cui la Grecia) dalla valuta unica. In quel caso l’Euro schizzerebbe verso l’alto rendendo la situazione dei Paesi forti ancora più difficile visto che ci stiamo dirigendo verso un’altra recessione, oramai possono esserci più pochi dubbi a riguardo. In un contesto del genere parlare di movimenti valutari diventa pertanto decisamente aleatorio, con poche certezze tra cui possiamo citare la continuazione della forza del franco svizzero (finchè le autorità politiche in area euro non interverranno) e la forza incontrollabile (in ambito non valutario) dell’oro.

La Cina continua ad accelerare (giustamente, non esiste altra strada) il proprio processo di rafforzamento della valuta; rendere l’economia del Paese molto meno dipendente dalle vicissitudini delle altre aree mondiali rimane l’unico modo per rendere la crescita economica del Paese più stabile e meno dipendente dall’estero. In alcuni casi, vista l’estrema tensione della situazione attuale, il dollaro USA sembra volersi riappropriare (o almeno tenta di farlo) del proprio ruolo di valuta rifugio: USD/ZAR sta dando segnali di fuoriuscita dalla negatività di lungo periodo e lo stesso discorso vale per USD/SEK.

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Commenta 12 settembre 2011 12:17
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