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Cambiano le correlazioni spinte dall'avversione al rischio

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 09/09/2011 13:51

Brutto colpo per le borse di tutto il mondo quello ricevuto ieri, con i listini più importanti che hanno fatto registrare oltre il 4%...

Brutto colpo per le borse di tutto il mondo quello ricevuto ieri, con i listini più importanti che hanno fatto registrare oltre il 4% di perdita, scatenando una corsa all’oro, che ha toccato dei nuovi massimi storici. Questo, in sintesi, quello che è accaduto ieri e le motivazioni alla base di movimenti di questo tipo sono da identificare in paura ed incertezza da parte degli investitori di quello che accadrà non soltanto nel medio periodo, ma anche nell’immediato futuro.

Ci troviamo di fronte ai mille problemi elencati e discussi più volte e la panacea di tutti i mali non si riesce a trovare. Ieri la dimostrazione che la cosiddetta Tobin Tax non piace non soltanto ad alcuni Paesi ed Istituzioni Finanziarie, ma anche al mercato in generale. Le forti vendite (ahinoi in Italia abbiamo indossato ancora una volta la maglia nera d’Europa) stanno continuando anche sui mercati asiatici, quasi in chiusura, ed il timore che esse possano continuare anche per tutta l’ultima giornata di trading della settimana sono legittimi e verosimili.

Se prendiamo un grafico dell’ITA40 (il CFD sul Ftse Mib), vediamo come da ieri abbia perso oltre 1.000 punti e se i supporti di breve venutisi a creare intorno a 14.850 non dovessero tenere,il potenziale obiettivo di una nuova discesa vede ancora circa 1.000 punti di perdita in quanto si potrebbe andare a rivisitare i minimi di settimana scorsa appena al di sopra di 14.000.

Se diamo uno sguardo anche al GER30 (Dax), vediamo come abbiano sofferto in maniera evidente anche i listini del Paese più forte d’Europa, avvicinandosi a 5.500 punti, livello intorno al quale è già stato formato un doppio minimo tra il 9 e l’11 di agosto e che potrebbe tenere, favorendo un rallentamento della discesa dei prezzi. Il livello raggiunto dall’Indice tedesco non si vedeva da giungo 2010, ed in caso di sua rottura si spalancano strade per discese che a parte il 5.000 non vedono molti punti significativi precedenti in grado di fornire dei supporti intermedi tra il livello appena citato a 4.000.  

 

 

La cosa interessante da notare dei movimenti di ieri è che si sono scorrelati, almeno momentaneamente, le vendite del rischio e l’acquisto di valute rifugio. Franchi svizzeri e yen non hanno infatti intrapreso delle strade decise verso i massimi fatti segnare contro euro e dollaro, a differenza di quanto accaduto nelle scorse settimane, e questo a nostro parere è dovuto ad una situazione di avversione al rischio ancora più importante di quanto accaduto nei giorni passati.

Il mercato infatti sta scontando le possibilità di interventi da parte delle Banche Centrali (ieri la SNB ha per lo meno alzato i telefoni un’altra volta e stanotte abbiamo visto una fiammatina sul UsdJpy degna di attenzione. Per questo motivo, andare ad acquistare le valute rifugio su questi livelli viene percepito come estremamente rischioso e l’attenzione degli investitori viene spostata sui metalli e sui beni rifugio, che pur trovandosi su livelli record, sembrano avere ancora diversa strada da percorrere, davanti a loro.

L’oro ha come detto raggiunto i nuovi massimi storici e potrebbe davvero arrivare a quota 2.000 dollari/oncia se le tensioni dovessero continuare a manifestarsi con questa forza. Vediamo ora come si sono comportati i principali cambi e quali possono essere i livelli importanti, da tenere in considerazione. L’EurUsd è uscito dal range che seguivamo da inizio settimana e proprio nel momento in cui scriviamo è all’attacco di 1,4300. Crediamo che qui su ogni rialzo si possa tentare di vendere euro con il primo obiettivo, coincidente con il supporto di breve periodo, passante intorno a 1,4250, livello dove si giocherà la partita.

La resistenza che rende valido questo scenario, passa per 1,4350.  Il UsdJpy ha mostrato una buona reazione nella notte andandosi ad avvicinare per poco tempo a 77,00, livello prontamente negato dal mercato che ha spinto la quotazione ai livelli precedenti quest’improvvisa salita. Abbiamo dunque la conferma che gli investitori non sono pronti ad acquistare strutturalmente dollari americani ed il range all’interno del quale potremmo mantenerci è da individuare in 76,40/76,70.

L’EurJpy ha quasi raggiunto l’obiettivo sulla rottura del grosso rettangolo che seguiamo da tutta settimana, portandosi a 109 ¼ (la proiezione dell’altezza della figura sul punto di rottura a ribasso restituiva 109,10). Questo ora il nuovo range da considerare: 109,25/110,00. La correzione vissuta sul cable si è rivelata più profonda di quanto ci aspettassimo, ma si è fermata perfettamente sulla media mobile esponenziale a 100 periodi individuabile su un grafico orario. La linea di trend che seguivamo è ora da aggiornare contemplando il nuovo minimo di ieri e ci fa capire che fino a quando i prezzi si manterranno sopra 1,6450, la tendenza di fondo rimane al sicuro. In caso di rottura è possibile cominciare a vedere 1,6400, dopodiché andrà valutata la price action.

Per quanto concerne il franco svizzero, come accennato non ha vissuto grossi movimenti, soprattutto contro il dollaro americano. Ci manteniamo infatti stabilmente all’interno del range compreso tra 0,7750 (0,7770 per la precisione) e 0.80 ¼. L’EurChf sta vivendo un appiattimento della volatilità nelle ultime ore e le pressioni su di esso sembrano essere lievemente ribassiste. Attenzione dunque a 1,1300, che se rotto aprirebbe le porte ad un nuovo range, tra 1,12 figura e appunto 1,1300.

Per quanto concerne l’AudUsd, la forte discesa che ha colpito i prezzi potrebbe fermarsi intorno a 1,0300, ma fino a quando non torneremo al di sopra di 1,0400 la tendenza rimarrà negativa, mentre sul UsdCad, la rottura a rialzo della resistenza individuata a 0,9870 ha fatto sì che si raggiungesse lo 0,9900, che ora diventa il supporto di breve affinchè ci si possa mantenere tra 0,9900 e 0,9950. Allargando di poco l’orizzonte temporale di analisi, 0,9870 è il supporto che deve tenere per vedere il cambio in viaggio verso la parità.  

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Commenta Fxcm | 19 agosto 2011 09:14
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