Franco ricco mi ci ficco
Il segreto per salvarsi dalla speculazione resta la valuta elvetica
Gli ultimi due mesi di turbolenza eccezionale sui mercati finanziari hanno avuto effetti evidenti sull’andamento dei portafogli consigliati senza tuttavia mutarne le caratteristiche e senza generare oscillazioni di entità superiori a quelle prevedibili per i profili di rischio cui sono destinati. A moderare la volatilità complessiva e limitare il draw down dovuto alla pesante flessione dei comparti azionari e in parte obbligazionari, è stata la felice scelta, che confermiamo, di inserire una quota di “monetari Franco svizzero”.
La moneta elvetica, infatti, oltre che contribuire alla diversificazione in senso generale, presenta l'ulteriore utile caratteristica di bene rifugio, particolarmente importante nei momenti di panico e speculazione. Anche in considerazione dell'andamento coerente con le aspettative in un mese come quello di agosto (quasi uno “stress test”) non sono state introdotte variazioni importanti nelle asset allocation che rimangono globalmente poco aggressive.
Nei profili a basso rischio rimane e si consolida la presenza dei fondi monetari specializzati nel franco svizzero, mentre le categorie azionarie, pur mantenendo inalterate le loro caratteristiche fondamentali sono adesso un po' più generali. In particolare, ad esempio, la categoria “Azionari Globali (Mercati Emergenti) - Large & Mid Cap” prende il posto della precedente “Azionari BRIC (Brasile, Russia, India, Cina)” che considerava, tra i Paesi Emergenti solo quelli più consolidati.
Riteniamo infatti che questi ultimi possano cominciare a soffrire di una maggior sopravvalutazione e vadano ormai incontro, sebbene in maniera ancora limitata, alle problematiche delle economie sviluppate. Per il profilo Medio rischio - Breve Termine si sposta una quota di capitale dal più difensivo “Azionari Settoriali - Farmaceutico e Sanitario” al più ciclico “Azionari Settoriali - Beni e Servizi Industriali” invertendo i pesi luglio.
Entrambi hanno mostrato pesanti correzioni nelle ultime settimane ma riteniamo che il secondo possa sfruttare meglio eventuali rimbalzi, che valutiamo ragionevoli anche per la reazione pessimistica, secondo noi eccessiva, che i mercati hanno avuto al peggioramento delle prospettive di crescita globale. Si riduce infine la diversificazione settoriale del portafoglio corrispondente al profilo più rischioso nel quale trova posto il settore tecnologico, con la categoria “Azionari Settoriali - Informatica e Tecnologia (Globale)” mentre escono, sia la categoria “Azionari Settoriali - Energie Alternative”, le cui prospettive rimangono valide ma si allontanano nel tempo, che quella “Azionari Settoriali - Finanza (Globale)”, inserite con un 5% con obiettivi opportunistici ma per la quale si consolida l'ipotesi di un trend strutturale di minore redditività.


