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L’euro ringrazia Bce & Company. Servono però misure più ampie

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 23/09/2011 11:29

Intervento coordinato per finanziare l’Europa ma la strada per un ritorno alla stabilità è in salita

L’Europa non può più essere un “corpo senza scheletro”. Il corpo rappresenta l’Europa. Lo scheletro è composto da cinque parti: il primo è la valuta, il secondo è una struttura fiscale integrata e un ministero delle Finanze unico per consentire un sistema di tassazione unitario ed eventualmente trasferimenti di risorse all’interno dell’Unione. Il terzo è un mercato dei bond comune.

Il quarto riguarda una banca centrale proattiva e di fatto garante finale del debito aggregato. Il quinto riguarda politiche economiche centralizzate e coordinate con strutture a supporto dello sviluppo economico e decisioni rapide in tale ambito. Un corpo senza scheletro non può stare in piedi. E la nostra valuta potrebbe proseguire sulla strada dell’indebolimento nonostante l’intervento coordinato delle cinque banche centrali.

Infatti, tutti i movimenti valutari di questa settimana sono stati influenzati dalla manovra congiunta a sostegno della liquidità nell’Ue. Questo rappresenta il primo tassello di un cambiamento che vedrà nuove immissioni in dollari il 12 ottobre, il 9 novembre e il 7 dicembre. Questi interventi potrebbero favorire l’euro nel breve, mentre nel medio e lungo periodo si necessitano manovre di più ampia portata. Sul cross euro/dollaro, da monitorare l’importante supporto grafico in area 1,35, la cui rottura potrebbe generare ulteriori allunghi fino in area 1,305.

Da valutare attentamente anche l’euro/yen, che rompe il supporto in area 105, facendo segnare nuovi minimi di periodo. Timido tentativo di recupero dell’euro contro il real brasiliano, con la resistenza posta nella parte alta del range in area 2,4/2,45 che potrebbe presentarsi come un ostacolo molto importante, la cui violazione necessita conferme da parte degli algoritmi (al momento non sono ancora presenti).

In tutta questa situazione, la Banca centrale svizzera ha mantenuto i tassi invariati fra lo 0% e lo 0,75% confermando ancora una volta di essere pronta a difendere la propria valuta con i cambi Eur/Chf e Usd/Chf che risultano poco mossi. In conclusione si nota come l’intervento coordinato si sia concentrato sulla necessità di finanziamenti in dollari da parte dell’Europa e che la strada per un ritorno alla stabilità è ancora in salita, in gergo ciclistico è un gran premo della montagna di hors-categorie.

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