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Livelli tecnici

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 09/09/2011 13:52

Cominciamo la settimana senza trovare nessun tema nuovo che ci giunge dal week end

Cominciamo la settimana senza trovare nessun tema nuovo che ci giunge dal week end. La situazione rimane tesa e le borse asiatiche lo confermano, mantenendosi, anche se lievemente, in territorio negativo, facendoci pensare che anche in Europa le aperture possano essere abbastanza nervose. Dal punto di vista macro non avremo nessun importante suggerimento per oggi, dato che, dando un’occhiata al calendario macroeconomico, ci sembra di essere ancora in un periodo pieno di vacanza. Le giornate come quella che ci apprestiamo a vivere, sono, a nostro parere, le migliori per capire quale sia e come si stia muovendo il sentiment di mercato, in quanto i prezzi saranno liberi da qualsiasi rumor o dato e ci faranno vedere effettivamente dove vorranno andare.

Non è da escludere che il mercato si voglia prendere anche una pausa, mantenendosi sostanzialmente in fase laterale, tra poco vedremo quali sono i livelli tecnici più importanti da seguire, per una serie di coppie valutarie, di indici azionari e di commodities. Anzi, per evitare di ripeterci per quanto concerne tutti i problemi e le preoccupazioni degli investitori, analizzati in maniera approfondita durante la settimana appena passata, partiamo subito dando uno sguardo all’indice italiano. Venerdì abbiamo avuto ancora una chiusura negativa, e la vicinanza al minimo fatto segnare l’11 agosto nei pressi di  14.160 ci impone di porre attenzione a potenziali ulteriori ribassi.

Una correzione, o per meglio dire, una fase lievemente laterale, da interpretare come un qualcosa che effettivamente è andata a smorzare il terribile trend ribassista cui stavamo assistendo, ci è stata regalata nella seconda metà di venerdì, ed ora, i livelli da tenere in considerazione per eventuali rotture a rialzo o ribasso diventano 14.420 ed il livello tondo di 15.000 punti. La rottura a ribasso aprirebbe inevitabilmente scenari ribassisti verso i 14.000 punti, mentre se si dovesse rompere a rialzo il 15.000 (cosa meno probabile tra le due, stando allo stato attuale dell’arte), si potrebbe assistere ad un buon recupero che potrebbe puntare almeno a 15.300.

 

 

Se ci spostiamo a vedere l’indice tedesco, troviamo una configurazione simile di vicinanza ai minimi, con l’eccezione di aver visto la loro formazione proprio venerdì, ed anche qui non escludiamo la possibilità di vedere una discesa verso di essi. La rottura di 5.500 è stata fondamentale e vedremo ora se tale livello sarà in grado di fungere da resistenza fino a quando le correzioni vere non partiranno. Se diamo uno sguardo all’oro abbiamo conferma di come sia comprato in maniera importante su ogni ribasso di borsa, andando a raccogliere anche alcuni flussi di capitale di investitori che percepiscono come rischioso andare ad acquistare ancora le valute rifugio per eccellenza (franco e yen), visti i livelli raggiunti e gli spauracchi di possibili interventi da parte delle banche centrali.

Il livello di supporto di breve gravita intorno a 1.860 e dobbiamo prestare attenzione ad una potenziale divergenza ribassista individuabile su un grafico orario, che potrebbe effettivamente farci vedere una correzione, sulla quale, se anche le borse europee continueranno le discese, non sarebbe male l’idea di andare lunghi di metallo giallo. Un ultimo sguardo al petrolio prima di passare alle valute: la volatilità sul greggio è stata davvero notevole ed ha offerto ai trader intraday molte possibilità di operatività. La strada ora sembra rivolta verso 81,00, livello di supporto di breve che potrebbe essere propedeutico ad un nuovo rimbalzo verso 83,00. In caso di sua rottura (per chi lavorasse in stop consigliamo almeno di vedere 80 ¾ prima di posizionarsi), 80,00 sembra identificare un possibile livello di arrivo. 

Passiamo ora a dare uno sguardo alle principali coppie valutarie, cominciando come sempre dall’EurUsd, che è rientrato nel range che seguiamo da tutta settimana scorsa. 1,4300 e 1,4450 i confini da tenere in considerazione sia per un trading laterale, sia per valutare eventuali rotture.  Il UsdJpy ci ha mostrato quello che temevamo, ossia il fatto di aver colpito molti stop di vhi si è posizionato long dollari, prima di “ripartire”. Abbiamo infatti assistito ad un aumento di volatilità che ha portato i prezzi a dei nuovi minimi storici a 75,931, dopodiché abbiamo visto il superamento di 77,00 ed ora ci troviamo a 76 ¾. Probabile dunque che i prezzi si vogliano mantenere all’interno di 76,40/76,70 per tutta la giornata.  

L’EurJpy, dopo il rimbalzo sopra 109 figura ha raggiunto 111,00 per poi ripiegare. Anche qui si prospetta una fase laterale tra 109,50 e 110,50, che possono essere sfruttati anche per valutare possibili rotture che però non dovrebbero estendersi oltre i 50 punti, sia da una parte che dall’altra.   Molto bella la situazione tecnica del GbpUsd, che su un grafico orario ci mostra come la media mobile esponenziale a 100 periodi stia funzionando davvero bene come livello di supporto dinamico. La precisione con cui è stata più volte toccata dai prezzi ci restituisce un livello di supporto molto preciso per la giornata di oggi, che se rotto potrebbe farci vedere accelerazioni fino a 1,6400. Dovesse invece tenere il livello, allora avremmo ancora la possibilità di rivedere 1,6600, soltanto se 1,6500 non dovesse riuscire a fare da tappo.  

La situazione dell’EurChf è potenzialmente esplosiva invece. Chiaro, la possibilità di mantenersi nel restrittissimo range cominciato giovedì scorso c’è, ma solitamente, dopo appiattimenti come quello cui stiamo assistendo, è possibile assistere ad accelerazioni di volatilità che vanno a ricercare i punti importanti toccati dal mercato in precedenza: 1,1400 per rivedere 1,1500, 1,1250, per vedere 1,1160.   Situazione simile anche per il UsdChf, che vede in 0,7900,e 0,7800 i propri confini.  Terminiamo come di consueto con uno sguardo alle commodity currencies.

L’AudUsd ha formato su un grafico orario una bella trendline rialzista, tracciata a partire da venerdì, che sta facendo da supporto ai prezzi, contenuti a loro volta da una trendline ribassista, tracciata dallo scorso mercoledì. Queste linee ci restituiscono 1,0380 e 1,0440 da valutare per entrare in stop.  Per quanto concerne invece il UsdCad, il mantenimento tra 0,9800 e 0,99 sembra il più probabile.  


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Commenta Fxcm | 22 agosto 2011 08:55
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