Uscire dall’area euro? Misura d’emergenza per i Paesi deboli
Possibile soluzione per evitare guai peggiori. Economie nazionali più vicine alla fase recessiva
Finché le autorità competenti in sede europea non capiranno che il progetto dell’Unione europea è fallito nei termini attuali, i mercati non smetteranno di scendere. Il vero problema è che l’Ue non può continuare a essere solo un’unione monetaria: se vuole sopravvivere deve arrrivare a essere anche un’Unione politica, fiscale, con strutture e decisioni rapide e una totale unità d’intenti, con la Banca centrale europea che si fa garante finale dei bond comunitari.
L’alternativa possibile è preparare un’uscita ordinata dei Paesi deboli dall’area euro, per evitare fallimenti disordinati e problemi perfino più grandi. Fino a quando non ci si renderà conto che le uniche due soluzioni possibili sono queste, i mercati non daranno tregua. Il cross euro/dollaro ha cominciato a ritracciare in maniera consistente, passando da 1,45 a 1,35 nel giro di due settimane ed evidenziando come la struttura stessa dell’Unione europea sia a rischio.
Man mano che l’effetto contagio si allarga oltre l’Italia e la Spagna - il prossimo Paese nel mirino sarà la Francia, sulla quale circolano già voci di un prossimo downgrade - e la situazione sfugge al controllo, l’euro si indebolirà sempre di più, anche se in maniera non sufficientemente veloce da permettere un recupero delle economie che, a causa delle tensioni fortissime, sono ormai chiaramente dirette verso una nuova inevitabile fase recessiva.
Per l’euro lo spartiacque è stata la rottura di quota 1,3835, che ha evidenziato la definitiva fuoriuscita dal trend crescente valido dal maggio del 2010. Segnaliamo il fatto che la Svizzera, al fine di evitare problemi pesanti a livello di crescita, ha optato per acquistare illimitatamente euro al cambio di 1,20. Il problema è che, visto che le tensioni non cesseranno finché non verranno prese decisioni politiche serie, la banca centrale svizzera rischia di trovarsi in un prossimo futuro in una situazione nella quale il cambio continuerà a essere indifendibile, con forti minusvalenze in bilancio.


