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Euro ancora tonico sul dollaro
Il franco continua a rafforzarsi su tutte le valute, segno di timori sul futuro dell’economia
Continua la fase estremamente concitata sia sui mercati azionari che su quelli valutari. La Grecia riceverà la nuova tranche di aiuti. Ma l’agenzia di rating, S&P potrebbe considerare l’ipotesi di un default selettivo; in realtà è estremamente improbabile che le tensioni sui debiti pubblici smettano tutto d’un colpo di infastidire i mercati, visto che gli spread di Spagna e Italia hanno toccato nuovi massimi di recente, ed è pertanto lecito attendersi una prosecuzione del nervosismo. Nonostante questo scenario ancora in forte divenire (segnaliamo anche un generalizzato indebolimento dei dati macro negli ultimi 50 giorni) la valuta europea continua a mantenersi tonica nei confronti del dollaro Usa, e ben sopra quota 1,40 che a questo punto rimane un solidissimo supporto di medio/lungo periodo; solo la rottura ribassista (confermata da una permanenza al di sotto di questo livello per almeno qualche giornata) sancirebbe una rinnovata debolezza di medio periodo del cross in questione. Fino a quel momento, situazione confermata di recente, l’outlook rimane sostanzialmente neutrale, con primi segnali rialzisti che scatterebbero, per la moneta unica, al di sopra di 1,47. Il cambio USD/JPY ha formato una base in area 80, anche se strategie long nel medio periodo sono estremamente rischiose vista la presenza di una trendline discendente di lungo periodo che ha avuto origine nel 2007; tutta l’area posta a quota 84/85 rimane pertanto un’area di short per la valuta in questione. La valuta cinese (l’economia del Paese asiatico sta dando segnali di rallentamento nell’ultimo periodo in seguito alle misure per contrastare le pressioni inflazionistiche) continua intanto nel proprio graduale processo di apprezzamento nei confronti della valuta USA; anche graficamente è presente una trendline discendente che sembra non avere alcuna intenzione di mollare la presa. L’apprezzamento della valuta cinese è una strada obbligata e volta a generare una minor dipendenza dall’estero oltre che un controllo delle pressioni inflazionistiche. Da segnalare il movimento di fortissimo apprezzamento del Franco svizzero nei confronti di quasi tutte le valute mondiali; questo è un ulteriore segnale di incertezza degli investitori che, in periodi di elevato nervosismo, hanno sempre dirottato una parte delle loro risorse verso asset denominati nella valuta del Paese “rifugio” per definizione.


