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I debiti pubblici dei Pigs mettono in crisi il rapporto euro-dollaro

creato da grafici ultima modifica 06/06/2011 15:29

Intanto gli analisti sono sempre più consapevoli del prossimo rallentamento dell’economia mondiale

Continua la fase di debolezza del cross Euro/Dollaro. Il driver in tale fase continua ad essere la problematica relativa alla tenuta dei debiti pubblici dei PIGS, che al momento è tamponata dalle autorità competenti, mentre una vera e propria soluzione ancora non è stata identificata. Riteniamo sia molto difficile che al momento la Grecia venga lasciata fallire; gli intenti delle autorità sono di tenere a bada la situazione grazie alla concessione di finanziamenti al Paese ellenico, rimandando la soluzione più avanti nel tempo, confidando nel fatto che la situazione dell’economia mondiale sarà più solida. Da un punto di vista tecnico il cross in questione si sta muovendo al’interno di un ampio canale ribassista moderatamente inclinato che ha avuto origine il 9 Maggio e, nel momento in cui scriviamo, le quotazioni si trovano nella fascia alta di questo canale; tecnicamente l’area 1,43 è un livello di ingresso short, con stop posti però al di sopra dei massimi relativi in area 1,435. Riteniamo che ci sia una buona probabilità che il momento di debolezza continui anche in questa fase nella quale vi sono comunque dubbi sulla crescita USA, che recentemente ha fornito segnali inequivocabili di un prossimo rallentamento. In un orizzonte di più lungo periodo, comunque, il cambio Euro/Dollaro continua ad essere inserito all’interno di un trend discendente (che oramai può essere definito di lungo periodo) con origine nel Giugno del 2010. È sostanzialmente stabile il rapporto USD/CNY, con la Cina che sta tenendo un occhio sul prossimo rallentamento dell’economia mondiale; il trend di deprezzamento iniziato oramai quasi un anno fa non è comunque in discussione. La superpotenza cinese è infatti oramai conscia che, per perseguire gli obiettivi di crescita che il Paese si è posto nel recente piano quinquennale, è indispensabile poter conseguire una crescita che sia il più possibile autonoma e non alle dipendenze dei Paesi occidentali così come è avvenuto sinora. L’apprezzamento della valuta cinese permetterà ai cittadini di beneficiare di un maggior potere di acquisto, oltre che un’altra serie di vantaggi quali ad esempio minori pressioni inflazionistiche.

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Commenta Gianluigi Cesano | 06 giugno 2010 13:00
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