Investire
In frenata gli scambi medi non per il sottostante cinese
Ancora un exploit per l’equity protection di Banca Imi legato all’indice Xinhua Ftse China 25
I dati relativi alla seconda settimana di ottobre indicano una media di scambi giornalieri sul SeDeX di Piazza Affari in netto rallentamento rispetto alla rilevazione precedente. Dai 55 milioni dell’ottava precedente si è giunti a circa 43,9 milioni di euro.
Il calo ha riguardato principalmente i covered warrant e i leverage. I primi sono scesi da 81,5 punti percentuali al 73,62% nella settimana considerata dai dati forniti da UniCredit.
Mentre solo il 3,65% degli scambi medi giornalieri ha riguardato i leverage.
E’ andata meglio ai certificates bonus ed equity protection. I primi sono passati dal 4% dell’ottava precedente all’attuale 8,02%, mentre gli equity protection hanno chiuso la seconda settimana di ottobre con una quota di mercato pari al 6,53%.
Il rapporto tra la domanda di opzioni che innescano acquisti e quella di titoli che a scadenza attivano vendite abbandona il livello il consueto livello di equilibrio (due terzi contro un terzo) a favore delle opzioni call. Gli scambi di questi strumenti hanno interessato l’85% del totale, mentre solo il 15% ha optato per le opzioni put.
Sul fronte dei sottostanti perdono leggermente terreno i prodotti legati a indici italiani (52,06% contro il 60% precedente) a vantaggio di quelli legati a singoli titoli, sempre italiani (26,8% contro il 25% di una settimana fa). Guardando ai singoli strumenti, e in particolare alla categoria degli investment certificates, è ancora l’equity protection di Banca Imi con sottostante l’indice Xinhua FTSE China 25 a dominare la scena con una media di scambi giornaliera praticamente raddoppiata rispetto alla settimana precedente.
I quasi 300 milioni di euro di inizio ottobre hanno lasciato il posto a circa 700 milioni di euro di scambi medi giornalieri. Anche il secondo posto rimane invariato rispetto alla rilevazione precedente. L’equity protection di Banca Aletti legato a Eni registra scambi medi giornalieri pari a 522 milioni di euro. A seguire spicca un altro strumenti firmato Banca Aletti. Questa volta si tratta di un equity protection cap legato al S&P Gsci Excess Return.
Si tratta di un indice futures su commodities diversificato sulle principali materie prime prodotte sul mercato mondiale.
In particolare l’S&P GSCI Excess Return, che ha chiuso la settimana di rilevazione con scambi medi pari a 488 milioni di euro, misura i guadagnagni derivanti dall’investimento in futures di commodities negoziati sul Chicago Mercantile Exchange.
Da segnalare, infine, tra i sottostanti italiani, gli scambi registrati dai due bonus di UniCredit legati rispettivamente a Intesa Sanpaolo e a Telecom Italia. Il primo chiude la settimana con 256 milioni di euro di scambi. Il secondo con 129 milioni.


