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Giangrande (db-X Financial): “Oggi è possibile una diversifcazione esclusa fino a qualche anno fa”

L’impetuoso sviluppo di Etf e Etc

creato da grafici ultima modifica 29/03/2011 11:50

La scelta “strumentale” è assai ampia. Dagli indici più esotici ai prodotti in leva tripla

Diciamola tutta: non c’è che l’imbarazzo della scelta. La proposta è ricca e articolata. Vediampo un po’: dagli indici più esotici ai prodotti in leva tripla, dai “cloni” coperti sul cambio a quelli con strategie da hedge fund. Benvenuti nel mondo degli Etf nell’anno di grazia 2011, con oltre 500 strumenti quotati sul Sedex di Borsa Italiana. Senza dimenticare le Etc di cui si contano oltre 100 prodotti quotati che consentono un investimento diretto o “swappato” sulle materie prime. “Lo sviluppo di Etf ed Etc è stato impetuoso - conferma Mauro Giangrande, Responsabile db-X Financial products per l’Italia - tuttavia va sottolineato che sono prodotti con caratteristiche differenti. Per questo in db abbiamo deciso di separare l’offerta con due siti distinti, oltre ad un terzo dedicato ai certificati”.

Dr. Giangrande, all’inizio erano semplici “cloni” di indici azionari, ora il mercato si è molto differenziato. Quali le tendenze in atto?
Oggi è possibile una diversificazione impensabile fino a qualche anno fa. Ad esempio, nel 2010 come db abbiamo quotato Etf che replicano gli indici azionari di Indonesia, Messico e Canada. Ora ci apprestiamo al lancio di Malesia e Thailandia. Agli investitori offriamo di potersi posizionare sui BRIC dei prossimi anni, sui nuovi emergenti tra gli emergenti. Un’altra innovazione sono gli Etf che proteggono dal cambio: in tal senso abbiamo quotato un Etf che replica lo S&P500 senza il rischio euro-dollaro. Un altro tema è quello degli Etf Short, dove stiamo lanciando lo Short MSCI Emerging Markets che investe al ribasso su mercati di Asia, America Latina ed Emea. Infine ci sono le valute.

Cioè?
Stiamo preparando il lancio del primo ETF che adotta una strategia di tipo long/short. L’ Etf combina tre strategie differenti in base alle quali seleziona un paniere di valute su cui andare long ed uno su cui andare short. Va precisato che non si tratta di un prodotto a gestione attiva, ma che agisce sulla base di alcuni criteri oggettivi.

Vale a dire?
Il primo è il classico approccio di carry trade: si va long su valute a tasso alto e short su valute a basso tasso, per sfruttare le differenze del tasso di interesse delle banche centrali. Il secondo parametro è relativo al momentum, cioè alla tendenza, storicamente osservata da parte di alcune valute, ad apprezzarsi o a deprezzarsi per un periodo di tempo prolungato nei confronti del Dollaro.. Il terzo elemento è quello della parità dei poteri di acquisto. Come è noto, nel tempo, i poteri d’acquisto fra paesi tendono a compensarsi, quindi si va long sulle monete “sottovalutate” e short su quelle “sopravalutate”

C’è molto attivismo da parte dei trader sul mercato degli Etf?
Direi sicuramente di sì. I trader, infatti, necessariamente si muovono sulla base di indicazioni di analisi tecnica più o meno sofisticata, quindi ogni Etf può diventare una buona occasione, soprattutto per i sottostanti più volatili. Inoltre quando un Etf entra sotto la lente dei trader aumentano gli scambi e questo riduce gli spread denaro-lettera, consentendo una operatività più stretta, a beneficio di tutti.

Quali differenze con il segmento delle Etc?
Anche in questo caso, bisogna riconoscere che c’è molto attivismo da parte dei trader. Ma vanno sottolineate alcune cose, in particolare il fatto che ci sono materie prime sulle quali è possibile fare acquisti fisici, come sui metalli preziosi, cosa che elimina il rischio controparte, mentre ci sono materie prime come petrolio o le derrate agricole che non possono essere direttamente acquistate e stoccate, quindi si opera sui future, con gli inevitabili costi di rolling. Anche in questo caso, come db, abbiamo dato vita a due innovazioni: le Etc che lavorano sui futures vengono collateralizzate con lingotti d’oro in un conto segregato, inoltre la sostituzione dei futures in scadenza non avviene semplicemente con il contratto immediatamente successivo (front-month), ma con quello che presenta il minor costo annualizzato dell’intera curva forward.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenta Claudio Kaufmann | 29 marzo 2011 17:00
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