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Mercato con la febbre cinese, torna la voglia di protezione

creato da grafici ultima modifica 10/03/2011 00:53

L’equity protection di Banca Imi, legato all’indice Xinhua Ftse China 25, conquista la vetta

Pur in leggero calo rispetto all’ultima settimana di settembre, gli scambi in piazza Sedex tra il 4 e l’8 ottobre si sono tenuti alti, superando una media giornaliera di contrattazioni di 55 milioni di euro. In leggera contrazione i covered warrant, scesi da 84 punti percentuali all’81,5%. Il maggiore balzo in avanti è toccato ai certificati a protezione di capitale che da 2 punti percentuali sono saliti a quota 4%. In frenata invece i bonus che dal 5% scendono al 4%, stabili i leverage sopra quota 4%. L’umore degli investitori rivela lo stesso cauto ottimismo di settembre. Il rapporto infatti tra la domanda di opzioni che innescano acquisti e quella di titoli che a scadenza attivano vendite resta anche nella prima settimana di ottobre a due terzi contro un terzo, con una leggera preferenza per le call che conquistano il 68% rispetto al 66% della settimana precedente.
La maggiore sorpresa arriva dai sottostanti. Indici italiani e azioni italiane che comunque dominano la classifica con un 60% di preferenze i primi e un 25% le seconde, perdono punti percentuali. A guadagnare il terreno perso dai sottostanti italiani gli indici internazionali che si portano da 5 punti percentuali a 7, e le materie prime che balzano dall’uno al 2,4%. Tra gli italiani è cresciuta la domanda di titoli agganciati a Eni passata da 10 a 12%, ed è scesa di 1,5% la domanda di sottostante Fiat. Tra gli indici in calo il paniere milanese Ftse Mib che perde il 3% a vantaggio dell’indice di Francoforte Dax che passa da 0,9 a 1,3%. Stabile invece l’aggregatore europeo dei 50 migliori titoli, Eurostoxx50, a quota 2,3%. La novità più rilevante della settimana è stata invece caratterizzata dall’attenzione nei confronti di un equity protection agganciato all’indice cinese Xinhua FTSE China 25. Il titolo in questione, balzato in vetta alla classifica dei certificati con una media di scambi quotidiano di quasi 300 milioni di euro è un prodotto Banca Imi in scadenza il 31 luglio del 2014, e testimonia quanto il mercato dei capitali presti molta attenzione a tutto ciò che arriva dalla Cina, specie se qualificato da un’emittente italiana e selezionato dall’indice di Borsa del gigante asiatico.

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Commenta Vita Lo Russo | 14 ottobre 2010 14:00
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