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Quando la commodity chiama, sale l’attivo gestito degli Etp
I due fattori che potrebbero guidare le performance nel secondo trimestre sono la ripresa e il debito
L’attivo gestito degli Etp su commodity ha registrato una crescita a livello globale anno su anno del 33%, fino a raggiungere 171 miliardi di dollari alla fine della prima metà del 2011, con un turnover del volume medio di scambi su base mensile che ha quasi raddoppiato i livelli di un anno fa, arrivando a toccare i 167 miliardi di dollari.
Questi e altri numeri emergono dal rapporto presentato dal Global Commodity ETP, realizzato da ETF Securities e dedicato al secondo trimestre del 2011. Una vera e propria guida completa agli investimenti in Etp legati alle commodity a livello mondiale. Dai risultati del Global Commodity ETP di ETF Securities sul secondo trimestre del 2011 emerge, come già accennato, che gli asset degli Etp su commodity a livello mondiale sono saliti arrivando a 171 miliardi di dollari alla fine di giugno 2011.
Il motivo? Presto detto: gli investitori hanno continuato ad aumentare il peso di questa asset class nei propri portafogli, tanto che gli asset hanno quasi triplicato i livelli di fine 2008. Il turnover degli scambi medi mensili degli Etp sulle commodity sono aumentati del 95% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, per un ammontare di 167 miliardi di dollari nel primo semestre del 2011, raggiungendo il livello record di 264 miliardi nel mese di maggio. Gli Etp sull’argento, in particolare, hanno visto un deciso incremento negli scambi, dovuto al sollevamento del margine di negoziazione del future sull’argento al Comex, con un turnover che ha toccato il picco record di 123 miliardi in quel mese.
Gli Etp sull’oro sono arrivati subito dopo, con un totale di 97 miliardi di dollari scambiati sempre nel mese di maggio. L’aumento degli asset in Etp legati alle commodity è stato costante, con un picco record di 191 miliardi ad aprile 2011 seguito da una diminuzione di 20 miliardi di dollari a maggio e giugno. L’indebolirsi degli indicatori della crescita mondiale, assieme a una riduzione della propensione al rischio derivante dall’ampliarsi delle ombre del debito sovrano in Europa, hanno causato il crollo dei prezzi e contribuito a determinare negli investitori uno stato d’animo che li ha spinti a rivedere le proprie posizioni di rischio puntando su una maggiore cautela. I flussi degli Etp ad aprile e maggio hanno quasi raddoppiato i requisiti di margine per accedere alle posizioni sui future sull’argento del Comex nello stesso periodo.
L’aumento del margine ha contribuito ad abbassare di quasi il 30% il prezzo dell’argento in maggio e ha determinato deflussi pari a 3,4 miliardi di dollari negli Etp su oro e argento durante il mese. A giugno, i mercati si sono stabilizzati e i flussi degli Etp sulle commodity sono tornati a essere più bilanciati. I due fattori che potrebbero guidare le performance dei commodity Etp e i relativi flussi nella seconda metà del 2011 sono la percezione sulla sostenibilità della ripresa economica mondiale e le incognite sul contenimento dei rischi connessi al debito sovrano.
Gli Etp su commodity ampiamente diversificati e quelli legati ai metalli ciclici potrebbero beneficiare parecchio se si dovesse scoprire che il rallentamento nella crescita mondiale nel secondo trimestre è stato solamente un “inciampo” temporaneo. Gli Etp sull’oro, d’altra parte, potrebbero trarre parecchio beneficio nel caso in cui l’Europa non dovesse trovare in tempi brevi una soluzione convincente al problema del suo debito sovrano o se un rinnovato bisogno di “quantitative easing” per compensare il rallentamento della crescita riaccendesse le preoccupazioni per la svalutazione del dollaro statunitense.
Nicholas Brooks, responsabile della ricerca e della strategia di investimento, commenta così: “I flussi degli Etp su commodity nella prima metà del 2011 sono stati estremamente discontinui, con gennaio e maggio che da soli hanno registrato quasi 7 miliardi di dollari di deflussi, mentre tutti gli altri mesi hanno visto afflussi, escludendo da questo insieme giugno, che è stato invece ampiamente stazionario. I deflussi in gennaio e maggio hanno riflesso eventi eccezionali, che hanno riguardato i mercati delle commodity. La gran parte di deflussi in gennaio ha toccato gli Etp su oro con 3,2 miliardi, dato che gli investitori hanno rivisto verso l’alto le aspettative sulla crescita mondiale e sui tassi di interesse”.


