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Scommessa metalli industriali per gli investitori made in Italy

creato da grafici ultima modifica 06/03/2011 09:53

Due outperformance firmati Jp Morgan entrano nella top ten dei certificates più scambiati

Il Sedex ha sfiorato i 60 milioni di euro al giorno di scambi tra il 27 settembre e il primo ottobre 2010. La crescita ha interessato i covered warrant, i leverage e i benchmarck, mentre è sceso l’interesse del mercato per i bonus, che hanno attratto il 5,2% degli scambi, per gli equity protection, a due punti percentuali, e per gli express, sotto l’1,5%. La ratio delle call rispetto alle put ha raggiunto il livello di equilibrio a 66 punti percentuali contro il 34%. Mentre nella lista dei sottostanti in pole si conferma l’indice italiano Ftse Mib che ha attratto il 63% degli scambi, seguito dalle azioni italiane, preferite da oltre un quarto degli investitori (25,4%). Hanno perso quota gli indici internazionali a 5,1% e le azioni europee a 3,9%. Mentre hanno guadagnato decimali le materie prime portandosi al di sopra dell’1%.
Le azioni italiane preferite tra i sottostanti sono state quelle di Eni e Fiat che hanno guadagnato entrambe più del 10% dei flussi di investimento. L’Eurostoxx50 è stato l’unico indice non italiano a guadagnare più di un milione di euro di scambi al giorno (l’indice tedesco Dax non ha conquistato neanche l’1% degli scambi, con appena mezzo milione di euro di scambi medi al giorno).
Da rilevare l’attivismo dei metalli industriali che hanno conquistato 340.000 euro di volumi medi ogni giorno.
L’interesse per i metalli è stato spinto in alto da Jp Morgan che ha lanciato due certificati outperformance agganciati a un basket, in scadenza il 15 maggio 2012 e il 22 giugno dello stesso anno. Sono risultati il quinto e il sesto certificato più interessanti della scorsa settimana. Nelle prime posizioni tre bonus, di cui due firmati Société Générale (in scadenza il 14 aprile 2011) e Deutsche Bank (in scadenza il 17 dicembre prossimo) agganciati al titolo petrolifero italiano Eni, e uno emesso da UniCredit agganciato a Intesa Sanpaolo. I primi cinque certificati della scorsa settimana hanno attratto investimenti compresi tra 178.000 e 305.000 euro, l’unico benchmark che ha superato la soglia dei 100.000 euro di scambi è stato il titolo di Royal Bank of Scotland collegato all’Euribor 3 mesi, in scadenza nel 2013 con 287.000 euro di volumi. Grande attenzione per la put di UniCredit al vertice dei covered warrant che ha conquistato oltre 10,3 milioni di euro.

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Commenta Vita Lo Russo | 12 ottobre 2010 15:05
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