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Volano gli etf “strutturati” Piacciono quelli più short
Chelli (Société Générale): “Questi strumenti rappresentano il 33% fra i quotati”
Con leva, short o anche “double” short. Sono passati i tempi in cui gli etf erano solo dei puri cloni con l’obiettivo di replicare gli indici azionari. Basti dire che in piazza Affari gli etf “strutturati” hanno superato quelli “indicizzati” per contratti scambiati e controvalore. “In termini numerici - spiega Marcello Chelli, Head Listed Products in Italia di Société Générale - gli etf a leva o short rappresentano ormai il 33% di tutti quelli quotati”. “Ad esempio - prosegue Chelli - vediamo crescere considerevolmente l’impiego degli etf per strategie di rotazione settoriale o strategie Long/Short. Poi c’è un tema di market access: la possibilità di esporsi in asset class esotiche come gli Emerging Markets, oppure di nicchia come può essere il caso di strumenti legati ai dividendi attesi”.
Dr. Chelli, ora ai trader piace short?
L’uso di questi strumenti è indubbiamente esploso: è sufficiente dire che nel 2010 su Borsa Italiana sono stati scambiati oltre 1 milione di contratti, per un controvalore complessivo di 24 miliardi di euro. Si può anche aggiungere che vengono impiegati in alternativa ai classici derivati in quanto non prevedono marginazione, non hanno un roll-over periodico e godono di un lotto minimo di 1 etf. Insomma, sia per istituzionali che retail si stanno affermando come prodotti di prima scelta. Ovviamente, è un discorso che vale anche per i trader. In Europa nel 2001 c’erano in totale 71 etf, tutti legati a indici azionari, con un patrimonio di circa 5.7 miliardi di dollari. A distanza di 10 anni gli etf sono diventati oltre 1.100, coprono quasi tutte le asset class e hanno un patrimonio in gestione di circa 300 miliardi di dollari. In Italia sono quotati oltre 500 etf, con i primi tre operatori, fra cui Lyxor, che riescono ad intercettare il 95% dei contratti e del controvalore trattato in Borsa Italiana.
Spicca l’interesse degli investitori sulle commodity che, a piazza Affari, possono scegliere fra etc ed etn: per quale motivo, come emittente, vi siete orientati sui secondi?
La direttiva europea UCITS III vieta la costituzione di Eetf, fondi o sicav su una singola commodity. Pertanto esistono solo etf su basket diversificati di materie prime. Alla luce di questo limite normativo, abbiamo deciso di quotare 4 Lyxor etn su oro e petrolio, sia long che short. Il motivo per cui sono innovativi, rispetto ad esempio alle etc, è perché sono costituiti e sottoposti ad Autorità di controllo in un Paese Ue e non extra Ue, hanno un collaterale finanziario noto ogni giorno in termini di quantità (100%), qualità (rating AAAf di S&P) e tipologia (etf su Titoli di Stato in euro ndr.). Infine due cose: hanno un collaterale segregato al proprio interno, e come tale non aggredibile da terzi, in virtù di una legge primaria di uno stato Ue e non di un accordo contrattuale privato e hanno un collaterale finanziario di proprietà.
Qual è il vantaggio dei cw che investono su etf?
Come Société Générale abbiamo quotato su Borsa Italiana 30 covered warrant, con scadenze dicembre 2011 e dicembre 2012, su vari etf di Paesi Emergenti (Bric ed Emerging Markets, ndr.). Questi cw consentono le classiche strategie rialziste, con acquisto di un cw call, o ribassiste con acquisto di un cw put, beneficiando della leva. Inoltre i cw put possono essere impiegati per la protezione del proprio portafoglio, in una logica di hedging. È inoltre importante rilevare che, in particolare agli investitori istituzionali, consentiremo varie cose come ad esempio di richiedere la quotazione di ulteriori cw con le caratteristiche di proprio interesse, la negoziazione anche otc dei cw quotati e la negoziazione otc di cw e opzioni non quotati. Questo significa una cosa importante; ovvero che nel caso in cui gli investitori di tipo istituzionale abbiano una posizione lunga sull’etf, sarà possibile perseguire strategie di yield enhancement, vale a dire di incremento del rendimento atteso, grazie alla vendita di opzioni call e/o put Out-of-The-Money.


