Investire
Aspettando il volo del Dragone
È arrivato per il mercato italiano un fondo targato Hsbc che punta tutto sulla divisa cinese, il renminbi
Cresce la fame di prodotti che investono direttamente sulle valute e, nello specifico, su quelle asiatiche come il renminbi. Investire in questo tipo di fondi significa scommettere sull’apprezzamento della moneta locale, dunque. Dopo essersi apprezzato dallo scorso giugno 2012 e salito oltre il 6% contro il dollaro amerciano da inizio agosto 2011, il Rmb ha perso un pò di slancio. Ma le prospettive sul futuro sono più che ottimistiche. Tanto che il gruppo Hsbc ha appena lanciato per il mercato italiano l’Hsbc Gif Rmb Fixed Income. A gestirlo è Hon Yu Fung, cfa e lead portfolio manager. Hon Yu è senior investment manager nel team obbligazionario asiatico e lavora nel settore dal 2000. Prima di lavorare per Hsbc nel 2003 ha lavorato in Goldman Sachs come analista. Ha una laurea all’Università di Toronto (Canada), un Mba in finanza alla York University (Canada). Il fondo è parte della Sicav lussemburghese Global Investment Funds (GIF) di Hsbc global am ed è registrato per il collocamento in tutta Europa. Sono disponibili due classi: una per la clientela retail e una per istituzionali, con una soglia d’ingresso rispettivamente di 1.000 euro e 1 milione di dollari.
Dopo il lancio, mercato italiano compreso, qual è l’attuale posizionamento del fondo?
Siamo in fase di costruzione del fondo e la priorità è creare un portafoglio di alta qualità ma quando il portafoglio sarà maturo ed avremo 50-60 titoli sarà più diversificato. Crediamo che inserire obbligazioni a più alto rendimento con bassa qualità creditizia non sia un rischio da prendere ora ma nel futuro potranno esserci. Oltre alla nostra politica di credito difensiva, abbiamo adottato anche una politica di duration conservatrice inferiore a un anno. Il portafoglio è caratterizzato da bassa duration e una più alta qualità del credito rispetto ai competitor.
Qual è l’asset allocation del fondo tra depositi ed obbligazioni?
Attualmente vogliamo mantenere un 20% minimo in strumenti liquidi tra cui depositi, strumenti del mercato monetario e/o carta sovrana. L’obiettivo è mantenere alto grado di liquidità. Il resto degli investimenti (80%) è investito in strumenti con duration bassa e su emittenti di qualità.
Come sono i rendimenti sul mercato obbligazionario offshore Cnh e qual è la differenza rispetto ai rendimenti della Cina continentale?
Prima di settembre, i rendimenti nel segmento a 2-3 anni erano scambiati circa all’1,5% nel mercato obbligazionario Cnh offshore. A settembre, il mercato delle obbligazioni ha corretto e i rendimenti sono arrivati al 2%. La composizione dei mercati obbligazionari onshore e offshore è molto diversa. Nella Cina continentale, gli emittenti principali sono i governativi, quasi-governativi e solo alcuni emittenti stranieri. Il mercato obbligazionario Cnh off-shore di Hong Kong invece offre una gamma di emittenti diversificata (cinese e internazionale). In generale, i rendimenti obbligazionari sono più elevati nella Cina continentale da circa 1% al 1,5% in media a seconda della posizione nella curva dei rendimenti. Lo spread tra i due mercati sta diminuendo e dovrebbe scomparire nel corso del tempo, con la convergenza dei mercati. Attualmente, il rendimento di un anno di un’obbligazione governativa quotata in Cina continentale è al 2,3% rispetto ad un rendimento dell’1% su un’obbligazione governativa sul mercato Cnh offshore a Hong Kong.
Il mercato è attivo con nuove emissioni di obbligazioni? Come funziona rispetto al mercato del dollaro di Singapore o al a quello di Hong Kong?
Ci sono nuove emissioni praticamente ogni giorno sul mercato obbligazionario Cnh offshore. Le emissioni provengono principalmente da entità cinesi e internazionali. Un’emissione recente di grandi dimensioni (equivalente a 500 milioni di dollari Us in Cnh) di una società di acciaio in Cina (Baosteel), in 3 tranche, è stata ben collocata. È stata annunciata una nuova prima emissione da América Movil una società multinazionale con sede in America Latina. Le condizioni del mercato secondario sono buone. Per il mercato corporate Cnh offshore ci sono migliore liquidità e più emittenti rispetto agli altri mercati della regione come il dollaro di Hong Kong o di Singapore.
Come sono selezionati gli emittenti? Ci sono in Asia team che analizzano tutti gli emittenti del mercato offshore in Cnh?
Nonostante il gestore di portafoglio faccia una analisi personale sul credito prima di investire, l’ attenzione è sulla valutazione. Per l’analisi del credito, ci affidiamo a una piattaforma globale del credito interna. In questo strumento di analisi, il mondo è diviso in quattro regioni (Europa, America del sud, Nord America e Asia). Emittenti come Unilever o Bmw dipenderanno dalla raccomandazione fornita dal team in Europa indipendentemente dalla valuta di emissione.
Investire nel fondo significa scommettere sull’apprezzamento del renminbi. Come ha performato la valuta?
Dopo essersi apprezzato da giugno 2010 e salito oltre il 6% contro il dollaro americano da inizio agosto 2011, l’apprezzamento del renminbi ha perso un po’ di slancio. Crediamo che questo sia dovuto all’aumento del rischio globale legato ai titoli di debito americani ed alla crisi del debito nell’area euro. Nel mercato valutario del renminbi c’è stata a volte divergenza tra RMB onshore e offshore dove la valuta off-shore ha sottoperformato la valuta onshore sul dollaro Usa. I due mercati sono guidati da varie componenti: il mercato onshore beneficia di “official fixing” che dettano i movimenti valutari, il mercato offshore è più sensibile ai fattori tecnici e al mercato globale. La storia del mercato offshore del renminbi è relativamente breve, essendo iniziata nella seconda parte del 2010. In condizioni normali di mercato, le aspettative sull’apprezzamento della valuta in Cina aumenterebbe la domanda di renminbi offshore, quindi il cambio Usd/Cnh sarebbe inferiore a quello Usd/Cny. Crediamo che qualsiasi fenomeno inverso sia temporaneo e in gran parte guidato dall’avversione al rischio globale che porta a un aumento della domanda di liquidità in dollari americani.


