Investire
Classifiche d’autunno
Dominano le materie prime e le strategie total return, non più di nicchia
Il mercato del risparmio gestito in Italia è rappresentato, all’interno del sistema Bluerating, da circa 190 categorie di fondi cui sono associati gli indici che ne rappresentano l’andamento medio. Gli indici di categoria, oltre a costituire un parametro di valutazione e di confronto in fase di classificazione dei fondi, si rivelano un interessantissimo strumento per comprendere l’andamento dei mercati. Le lapidarie classifiche degli strumenti con performance più elevate a livello mensile e, come si dice, ytd (year to date, dall’inizio dell’anno), così come le analoghe classifiche degli stessi indici, sono la cartina di tornasole degli umori e dell’andamento delle asset class.
Non solo, ma la specificità delle categorie permette di cogliere meglio anche le sfaccettature dei mercati di riferimento come emerge in maniera chiara nelle analisi che pubblichiamo, riferite ai dati di fine agosto, un’estate caldissima che ha creato apprensione in tutti i risparmiatori e negli investitori. Scorrendo le classifiche, il dato più evidente e interessante è la presenza, tra i primi cinquanta del mese, di fondi caratterizzati da politiche di gestione e oggetto di investimento non tradizionali.
Dominano infatti le materie prime e le strategie total return, categorie non più di nicchia ma sicuramente non tra le più conosciute e non ancora entrate nella “normalità” degli investimenti. Si aggiungono, sebbene non nei primi posti, molte gestioni specializzate sul comparto obbligazionario, soprattutto governativo e area euro.
Dopo una correzione profonda a luglio e nei primi giorni di agosto, l’intervento della Bce a favore dei titoli di Stato di Spagna e Italia, unitamente alla correzione del mercato azionario, ha dato respiro a questi prodotti, anche se a settembre il contesto è nuovamente degenerato. Le performance che prendono in considerazione l’intero 2011 aggiungono la componente valutaria al quadro delineato.
L’aumento generalizzato della percezione del rischio, fenomeno di medio se non di lungo termine, ha spinto in alto i beni rifugio. Tra questi spicca una valuta, il franco svizzero, che da sempre ha avuto questa funzione. Se l’analisi delle serie storiche degli indici di mercato e la valutazione dei macro-trend, delle correlazioni e delle volatilità sono la base per le classiche analisi top-down, quelle utilizzate per costruire l’asset allocation strategica, i top performer rappresentano un valido punto di vista “bottom up” sui mercati globali poiché mettono in evidenza in maniera diretta il comportamento e il sentiment degli operatori nel loro complesso.


