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Come tira la locomotiva tedesca, tutti i perché di un successo

creato da grafici ultima modifica 09/03/2011 18:34

Austerità nei conti, capacità di realizzare prodotti di qualità, strategia commerciale di lungo periodo e...

Argomento di attualità sia a livello istituzionale che nelle sale operative è la persistente forza della economia tedesca rispetto agli altri paesi dell’area euro. In politica come in economia si parla non a caso di “modello tedesco” per indicare austerità nei conti e capacità di produrre qualità sui prodotti, abbinata a efficaci strategie commerciali di lungo periodo. Questa oggettiva superiorità ha un riscontro quantitativo leggibile per il comparto azionario nel grafico riportato qui a fianco, nel quale è evidente la forza in termini relativi dell’indice DAX rispetto all’SPMIB italiano e dell’indice delle blue chip europee: Eurostoxx 50. Per il comparto obbligazionario, abbiamo visto toccare e superare i 134 punti il bund future, massimo assoluto di sempre corrispondente ad un rendimento sul decennale di poco superiore al 2%. Cerchiamo allora di analizzare e capire da che cosa è determinata la superiorità dell’approccio tedesco e di illustrarne alcuni caratteri distintivi. In politica i punti di forza sono stati sicuramente quello di avere la capacità di tenere sotto controllo i conti pubblici, di prendere in politica decisioni bipartisan con riferimento alle strategie di lungo termine per il paese ( es sull’energia o sulla politica industriale). Molto ben gestito è stato anche il cosiddetto problema immigrazione che in Germania è stato trasformato in “opportunità immigrazione”, i figli degli immigrati di prima generazione si sono ben integrati nel tessuto sociale tedesco e questo è stato possibile soprattutto per la possibilità data a tutti di accedere allo stesso sistema formativo. Per quanto possa essere un esempio “leggero” e riferito ad un settore molto lontano dall’economia, ci ricordiamo tutti questa estate la nazionale tedesca composta per i 9/11 da ragazzi turchi, africani e sudamericani che al compimento del 18 esimo anno di età hanno scelto per la cittadinanza e la nazionale tedesca; evidente segno di riconoscimento e ammirazione per il paese che li ha ospitati. In economia la supremazia si sta realizzando sfruttando due punti di forza. Il primo è quello di essere riusciti a cavalcare l’esplosione del PIL dei paesi emergenti attuando una efficace strategia commerciale volta all’incremento delle esportazioni. Il secondo, e più importante anche se meno conosciuto, è stato quello di riuscire in poco più di dieci anni ad elaborare un modello di organizzazione aziendale assolutamente innovativo, lontano parente del modello anglosassone basato sulla leadership personale. L’intuizione dei tedeschi è stata quella di identificare in mercati sempre più complessi e articolati, l’organizzazione aziendale come il vero fattore critico di successo. Un modello che punta molto sui punti di forza dei singoli individui che vengono incastonati in processi aziendali molto complessi. Si punta sul coinvolgimento nei fatti, e non a parole, di tutte le risorse umane. Vi è una chiara definizione di obbiettivi personali e questo produce degli ambienti di lavoro sereni motivati e responsabili. Il mestiere di manager nel modello tedesco può essere appreso come un qualsiasi altro lavoro con specifici corsi di formazione, non sono richieste ne particolarmente apprezzate doti di condottiero o trascinatore come ancora è oggi presente negli stereotipi di altri paesi europei e soprattutto il mestiere di manager non è riservato a piccole e ristrette Elite. Produrre buona organizzazione aziendale ha consentito di produrre buone aziende e buone aziende sono in grado di produrre buoni prodotti apprezzati per qualità ed efficienza in tutto il mondo. La strada per gli altri paesi europei in particolare per i “latinos” è tutta in salita e il gap da colmare è enorme e questo che negli ultimi dieci anni è strutturalmente aumentato. Siamo di fronte al principale problema da risolvere nell’area euro dove si realizza il paradosso, ormai già raggiunto, in cui un normale operario al primo impiego della Bmw guadagna più di un quadro della Fiat o della Renault. La causa principale di questa situazione è legata alla maggiore produttività tedesca determinata non solo dagli elementi già esposti (migliore organizzazione aziendale, energia basso costo) ma anche dalla presenza di sindacati responsabili che, preso atto degli effetti della globalizzazione, hanno capito che era conveniente per tutti agganciare i livelli salariali all’aumento di produttività. In questo quadro gli asset manager e gli investitori che negli ultimi 2 anni hanno sovra-pesato la Germania ne hanno indiscutibilmente beneficiato e non vi sono motivi evidenti perché la situazione cambi nel breve. Nel riquadro vediamo riportate le performance dei rendimenti cumulati dell’ultimo anno dei migliori fondi ed Etf specializzati sul mercato tedesco. Da notare come il primo in classifica, il fondo Credit Suisse distacca gli Etf di circa 8 punti percentuali, extra performance realizzata grazie ad una maggiore esposizione su small e mid cap. Per il resto osserviamo che circa il 50% dei fondi sono riusciti a fare meglio degli Etf e l’altra metà peggio con rendimenti compresi all’interno dei +/- 3% rispetto agli Etf.
Tra gli Etf il Lyxor è riuscito nell’ultimo anno a replicare meglio l’indice rispetto all’Etf Ishare.

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Commenta Fabrizio Badariotti | 04 ottobre 2010 16:00
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