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Dionysos Art Fund: investire su Rembrandt è sicuro
Il Fondo europeo che investe in arte antica ha registrato ritorni positivi anche nel 2011 in controtendenza con i principali mercati finanziari...
L’arte antica mostra non solo una buona capacità di assorbire i colpi della crisi economica ma, soprattutto, una tendenza a comportarsi come un bene rifugio. Un esempio è la performance registrata l’anno scorso da Dionysos Art Fund. Il fondo di diritto lussemburghese che investe in arte antica, ha archiviato infatti il 2011 a +0,12%, confermandosi un’alternativa di investimento relativamente alla conservazione del capitale rispetto ad asset finanziari più tradizionali (azioni, obbligazioni, immobili, etc.) che nell’anno passato hanno fatto segnare performance pesantemente negative.
Il fondo permette di investire in quadri, sculture e altri oggetti d’arte grazie a un portafoglio diversificato su una cinquantina di artisti per un totale di 90 opere che spaziano dall’arte fiamminga a quell spagnola, tedesca, francese e italiana (tra cui spiccano autori del calibro di Rembrandt, il Guercino, Delacroix, Donatello, Durer, Van Dyck, Goya, Rubens, Tintoretto e Carracci).
Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio sul mercato dei beni artistici di Nomisma, nel periodo 1995-2011 la crisi economica non ha, infatti, investito l’arte antica che, anzi, ha continuato a registrare un buon giro d’affari. L’indagine rileva che chi ha investito in opere d’arte ha conseguito in media, durante il periodo in esame, un rendimento annuo tale da garantire una protezione contro l’inflazione.
“L’arte antica tra l’altro”, spiega Alberto Pozzi, direttore del fondo, “presenta meno rischi di quella moderna e contemporanea: l’arte classica può essere, infatti, paragonata con i mercati obbligazionari mentre l’arte moderna e contemporanea con quelli azionari.”


