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È d’oro la pista di Warren Buffett ma non bisogna avere fretta
Il guru preferisce società legate ai consumi. Che potrebbero aver risentito della crisi. Invece...
Una cosa è certa, quello su cui investe Warren Buffet diventa oro o comunque rende ricchi. Per questo scoprire, leggendo i dati stilati dalla Sec Statunitense, quali sono le ultime mosse del “Guru di Omaha” sui mercati finanziari diventa quasi un appuntamento imperdibile per chi, come molti, in questo momento non ha la minima idea su quali settori è meglio puntare.
La premessa di investire alla Warren Buffet (Ceo della finanziaria di partecipazioni quotata in Borsa Berkshire Hathaway) è che i suoi investimenti non hanno fretta, quindi dimenticarsi le speculazioni mordi e fuggi o colpi da prima pagina ne tanto meno start-up di nuove tecnologie.
Berkshire infatti investe da anni principalmente nel comparto assicurativo (business che lo scorso anno ha fruttato più della metà degli 8,1 miliardi di dollari di profitti della società) ma soprattutto in banche, aziende di prodotti di largo consumo, agenzie di rating, smaltimento di rifiuti e abbigliamento sportivo. Proprio per questa storica esposizione ai consumi della gente, il contesto di stagnazione economica americana (e mondiale) potrebbe seriamente minare le performance dei prossimi anni. Ciò non toglie che dall’inizio del 2010 la classe A delle azioni BRK ha messo a segno un progresso di quasi 20 punti percentuali, per una capitalizzazione di Borsa prossima ai 200 miliardi di dollari.
Un totale risultato è frutto di un’attenta diversificazione del “portfolio” in quote (più o meno significative) su medie e grandi realtà del settore bancario, del comparto petrolifero, colossi della carta stampata (Washington Post) fino alla grande distribuzione (Wal-Mart) e il settore delle carte di credito (American Express). Ma anche brand “cool” come Nike non sfuggono al radar di Mr. Buffett che attraverso la sua società detiene l’1,58% della brand che veste idoli come Tiger Woods.
Spostandoci sulle posizioni più “piccole” balza all’occhio la quota investita in Republic Services. Società di smaltimento rifiuti americana che opera in oltre 40 stati e nell’isola di Portorico. Buffet ha investito quasi 322 milioni di dollari nella società il cui titolo di Borsa è cresciuto del 6,85% dall’inizio del 2010.
Risultati alterni arrivano invece dal settore bancario dove si passa dal +31,3% di M&T Bank Corp (458 milioni di dollari investiti) al -11% messo a segno da Wells Fargo, banca profondamente colpita durante la crisi del credito, ma dove Buffet ha investito ben 8,22 miliardi di dollari. Anche la partecipazione in US Bancorp, gruppo bancario che opera in più stati, ha registrato un calo in borsa del 3,8 percento. Ma il vero sconfitto nel “giardinetto” finanziario di Buffet è certamente Moodys, che come le altre grandi società di rating, ha subito la pressione dei Media in seguito alle diverse commissioni istituite per verificare l’accuratezza dei giudizi espressi sui prodotti del credito con sottostanti mutui immobiliari. Oltre alla pesante caduta d’immagine, anche il titolo di Borsa si lascia deprimere perdendo il 20% del proprio valore di Borsa nel corso dell’anno. Sempre proseguendo sugli “sconfitti” del portafoglio - Buffet 2010 - c’è sicuramente il Washington Post, storica testata giornalistica della capitale statunitense che da anni viaggia in profondo rosso cercando la via d’uscita per la crisi della carta stampata. Qui Buffet è presente con una partecipazione del 18,85% dell’intero pacchetto azionario. Azioni che continuano a scendere, con un saldo negativo di oltre il 12 percento. Ma neanche business “sicuri” come il colosso della grande distribuzione Wal-Mart riescono più a dare le antiche soddisfazioni ai risultati di Buffet. Il più grande supermercato del mondo risente dell’attuale negativa contingenza economica che persiste negli Stati Uniti, cosa che ha fiaccato le vendite delle sue migliaia di negozi sparsi per tutto il paese e nel resto del mondo. Il titolo perde quasi due punti dall’inizio dell’anno, su una quota azionaria che vale 2 miliardi di dollari per il Guru.


