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Grandi turbolenze all’orizzonte, ecco come organizzare la difesa

creato da grafici ultima modifica 08/03/2011 15:08

Valerio Salvati (Jp Morgan) ha costruito per SOLDI quattro portafogli con diversi profili di rischio

Ormai ci troviamo in autunno inoltrato e, come di consueto, inizia il tempo delle consuete previsioni di prospettiva sull’anno che verrà. Va detto che, ormai da un paio d’anni a questa parte, lo scenario macro appare certamente di difficile interpretazione, con le incertezze odierne sospese tra valute in guerra, ondate di liquidità e commodities alla ribalta. Per trovare il bandolo della matassa all’interno di questo complesso labirinto, la redazione di Soldi ha deciso di interpellare un Cicerone d’eccezione; stiamo parlando Valerio Salvati, head of Multi Asset solutions di Jp Morgan Asset Management. A lui abbiamo posto alcune domande chiave sull’attuale contesto macro e da lui ci siamo fatti “costruire” quattro portafogli ideali (divisi per profilo di rischio) per navigare al meglio nelle insidiose acque odierne.

Sicuramente uno dei temi più dibattiti a livello finanziario è quello legato all’annunciato allentamento quantitativo Usa. Qual è la sua visione?
Le dichiarazioni della Fed di una nuova era espansiva hanno determinato un forte indebolimento del Dollaro, sia rispetto all’Euro che rispetto alle altre principali valute a livello globale. Ciò ha determinato una fase di forte volatilità valutaria che costituisce un elemento di disturbo e rischia di ampliare le divergenze di performance economica. A farne le spese al momento sono soprattutto l’Euro e lo Yen, la cui forza compromette la posizione competitiva delle due aree sui mercati internazionali. Molte valute emergenti hanno visto un’accelerazione nel processo di rivalutazione delle proprie valute che ha determinato anche alcuni comportamenti protezionisti (come in Brasile). Poche aperture da parte della Cina che mantiene un forte controllo sul trend del Renmimbi.

Questa volatilità monetaria statunitense come si riversa sul piano industriale? È necessario rimanere cauti oppure il settore garantisce prospettive positive?

Io rimango fiducioso sulla base dei dati dei risultati societari negli Stati Uniti. Il trend di crescita degli utili fino ad ora annunciati è intorno al 30%, con oltre l’80% di sorprese al rialzo. Si tratta di dati che confortano sulla buona consistenza dei bilanci societari e che danno credibilità ai favorevoli livelli di valutazione.

Passiamo ora all’asset allocation. In particolare quali sono le vostre considerazioni attuali in merito all’ambito obbligazionario e a quello azionario?
Nell’ambito del comparto obbligazionario le incertezze sulle prospettive di breve e medio termine hanno schiacciato i rendimenti. Le obbligazioni corporate continuano a godere di un contesto favorevole di ripresa della qualità dei risultati aziendali e di forte liquidità nei bilanci. Il superiore grado di rischio rispetto alle obbligazioni governative è molto ben remunerato. La elevata disponibilità di cassa nei bilanci sostiene attese di miglioramento dei livelli di rating. Resta interesse sulle obbligazioni High Yield. C’è ancora valore nelle obbligazioni governative e societarie delle aree emergenti. La rivalutazione delle valute locali di questi Paesi potrebbe proseguire, soprattutto in Asia, a causa di attese di aumento di inflazione e tassi che continuano ad attirare capitali. Per le azioni il rischio è che le attese di miglioramento del contesto di crescita favorito dai nuovi stimoli monetari e fiscali sia già incorporato nei mercati dopo il rally di settembre. Resta un contesto favorevole caratterizzato da utili in crescita e livelli di valutazione interessanti. C’è maggiore convinzione per gli Stati Uniti rispetto all’area Europea. Quest’ultima potrebbe soffrire per la combinazione sfavorevole di un Euro forte e del taglio della spesa pubblica. Interesse per il mercato del Regno Unito dove la forte debolezza della Sterlina verso l’Euro controbilancia i piani di austerità varati dal nuovo Governo. I mercati Europei non sono privi di valore. Resta un forte focus su paesi emergenti e a forte crescita.

Per finire non resta che uno sguardo alle commodities. Qual è il suo giudizio su questa categoria di investimento?

L’asset class delle materie prime riveste un ruolo particolarmente interessante in questa fase per una molteplicità di fattori: ripresa della domanda da parte della Cina e dei Paesi emergenti con una prospettiva di lungo termine; ampia gamma di possibilità di investimento in settori caratterizzati da scarsità dell’offerta; protezione in caso di rialzo dell’inflazione; decorrelazione rispetto alle altre asset class a rischio.

 

 

 

 

 

 

 

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Commenta Matteo Chiamenti | 01 dicembre 2010 16:00
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