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Hedge al contrattacco
La crisi dei mercati sta testando la capacità di resistenza dei fondi
A fine estate, i timori sul debito pubblico e sul rallentamento dell’economia hanno preso in contropiede alcuni dei fondi hedge più grandi. Però, per ogni fondo hedge che ha perso, un altro ha portato a casa un guadagno. Agosto, sostengono i più ottimisti, ha dimostrato la validità dei fondi hedge nell’attuale quadro dei mercati. Se per le economie occidentali è iniziato un periodo di crescita lenta o di recessione, i fondi hedge si sarebbero rivelati assai più efficaci nel generare rendimenti per gli investitori rispetto alle semplici azioni e obbligazioni.
Lungi dall’essere considerati un’asset class in tutti i sensi, i fondi hedge costituiscono uno strumento di diversificazione rispetto alle asset class tradizionali. Nel caso dei fondi equity long/short, pressoché un terzo dell’universo hedge, l’andamento di agosto indica che sono in grado di offrire una certa protezione durante le fasi di ribasso dei mercati, partecipando a buona parte del rialzo in quelle positive. I fondi managed futures e macro, dal canto loro, tendono ad approfittare dei grandi movimenti di mercato come quelli delle settimane passate. Durante le quali i fondi hedge hanno registrato una performance nettamente diversa rispetto al 2008. Il motivo è che se le banche faticano a raccogliere capitali e quindi tagliano i finanziamenti, i gestori di fondi hedge devono fare i conti con richiami di margini eccessivi, che causano vendite forzate e una spirale negativa dei prezzi. Se una banca proprietaria di un prime broker diventa insolvente, i fondi hedge possono perdere la capacità di gestire parte dei loro portafogli per un certo periodo di tempo, creando notevoli problemi aggiuntivi.
Finora questa dinamica non si è instaurata, quindi - spiegano gli esperti - il 2011 non è una replica del 2008. L’andamento dei fondi hedge ad agosto avrebbe apportato una buona diversificazione per qualsiasi portafoglio bilanciato di azioni e obbligazioni, sostengono i fan degli hedge fund. Rispetto al ribasso del 7% registrato dall’Msci World Index, in media gli alternativi hanno ceduto solo il 2,9% secondo il Dj Cs Core Hedge Fund Index.
Dietro questo dato si nasconde una marcata dispersione delle performance, che per i fondi di questa galassia si sono collocate tra -19,5% e +14,2%. Tra gli stili hedge sottostanti, l’area managed futures ha ottenuto i risultati migliori. I programmi di trading sistematico di questi gestori hanno sfruttato le tendenze in atto, ovvero il ribasso azionario e il rialzo obbligazionario, e il Dow Jones Credit Suisse Managed Futures Index ha guadagnato l’1%.
Anche in questo caso, il valore medio nasconde la notevole dispersione delle performance, ma indica la capacità dello stile di sfruttare i grandi movimenti di mercato sia rialzisti che ribassisti, svolgendo quindi la funzione di switch tattico tra investimenti azionari e obbligazionari che riveste la massima importanza per i fondi pensione. Per i fondi equity long/short, ad agosto si sono presentate poche opportunità per beneficiare della selezione dei titoli. Ma l’andamento mensile ha dimostrato che questi gestori hanno la tendenza a evitare le perdite in caso di ribasso azionario: il Dow Jones Credit Suisse Long/Short Equity Index ha subito una flessione del 3,6% su base mensile, pari ad appena la metà del calo dei listini azionari globali.


