Investire
Hedge fund, in Italia si riducono gli asset
Rispetto al 2008 però il settore non sta vivendo una crisi di liquidità. Parola di Bestetti
Secondo Assogestioni, la raccolta degli hedge da inizio anno è risultata negativa per 1,75 miliardi di euro e anche negli ultimi due mesi il dato mostra un peggioramento, con un -181 milioni a ottobre dai -132 milioni di settembre. Quali sono le cause? SOLDI lo ha chiesto a Stefano Bestetti, uno dei consiglieri di amministrazione della sgr Hedge Invest.
Quali sono i motivi, allora? Qual è la sua analisi?
Per l’analisi del 2011 in termini di raccolta del settore, bisogna distinguere tra l’andamento dell’industria internazionale e quella domestica. All’estero i fondi hedge hanno raccolto nuove masse e sono cresciuti. In Italia il settore - con importanti eccezioni - ha visto ridursi gli asset. I motivi di questo comportamento difforme va ricercato nella maggiore presenza degli investitori istituzionali (soprattutto negli Stati Uniti) che hanno puntato sugli hedge per approcciare in modo meno volatile i mercati e nella maggiore abitudine degli investitori internazionali ai fondi alternativi a cui non viene data una missione miracolistica di produrre sempre e comunque un rendimento positivo ma una funzione di protezione dalle grosse perdite e di ricerca di un rendimento efficiente corretto per il rischio.
Cosa cambia rispetto al 2008?
Rispetto al 2008 non stiamo vivendo una crisi di liquidità, tanto che non ci sono fondi hedge che hanno applicato gate o side pocket. E non vedo rischi di questo tipo all’orizzonte. Semmai, i fondi hedge hanno risentito dell’aumento di correlazione tra i titoli nei principali listini, fenomeno che rende poco profittevole o addirittura negativo un portafoglio costruito su posizioni lunghe e corte, e della difficoltà della gestione attiva, che ha risentito di una volatilità di mercato molto spesso generata da fenomeni esogeni collegati alla politica e, dunque, non prevedibili. Come ha insegnato il 2008 - seguito da un 2009 strepitoso per i fondi hedge - ha poco senso uscire in un momento di stress se non ci sono rischi specifici per i gestori selezionati.
Le richieste delle autorità di una maggiore trasparenza per il settore potrebbe influire negativamente sugli hedge fund?
Il settore fornisce già un’elevata trasparenza: in Italia, per esempio, la direttiva che disciplinerà gli investimenti alternativi avrà un impatto limitato o nullo, dato che sono già rispettate tutte le indicazioni contenute nel testo di legge. All’estero potrebbero esserci dei miglioramenti, ma si parte anche qui da standard di comunicazione già elevati. La mia impressione è che molto spesso si chieda a questa industria una maggiore trasparenza per evitare di chiedere altrettanta trasparenza a settori che sono più grandi e strategici.
Come vede l’idea di abbassare la soglia di accesso per allargare la base di sottoscrittori di questi prodotti?
Riteniamo utile un abbassamento a 250mila euro: questo soglia potrebbe mantenere il prodotto hedge in portafogli di elevato standing, molto spesso seguiti da consulenti preparati e capaci di valutarli. Non solo. L’Italia potrebbe correre il rischio di avere una soglia troppo penalizzate rispetto agli altri Paesi europei e rischierebbe di subire la concorrenza di player esteri. Non condividiamo un’eccessiva riduzione del limite di sottoscrizione per evitare che il prodotto venga inserito in portafogli di piccoli investitori, frequentemente non in grado di capire le potenzialità e i rischi del prodotto che richiede anche una liquidità non in linea con le esigenze retail.


