Investire
Hedge, nel 2012 il clima si farà rovente
Lo sostengono gli analisti di Ubs in un rapporto dedicato alle prospettive economiche
“Nel 2012, la crisi del debito nell’Eurozona e i timori per il crescente debito americano condizioneranno i rendimenti degli investimenti”. Gli esperti di Ubs - in un report dal titolo “Cambiamento climatico” sulle prospettive per l’anno appena iniziato - non ostentano dubbi. Secondo gli analisti, “per gli investitori difensivi trovare asset rifugio che offrano rendimenti reali accettabili potrebbe diventare ancora più difficile. Gli investitori orientati alla conservazione del patrimonio non possono affidarsi a titoli di Stato o liquidità come investimenti centrali nei loro portafogli”. Quello che preoccupa è inoltre il continuo deterioramento dei titoli sovrani negli Stati Uniti e in Europa e la scoraggiante volatilità degli azionari. “Per superare il difficile contesto d’investimento nel 2012”, continuano gli esperti di Ubs, è fondamentale creare portafogli prudenti e ampiamente diversificati.
Può essere utile anche diversificare in categorie di investimento non tradizionali, come gli hedge fund”. Per Credit Suisse nel nuovo anno gli spread degli Stati Uniti sembrano scontare una recessione nel Paese. L’implicito tasso di default cumulativo a cinque anni per gli speculative corporate credit è del 33% (contro un picco del tasso di default del 35% negli ultimi 25 anni). I bilanci delle imprese americane rimangono forti, mentre in Europa il quadro è meno chiaro (in gran parte perché una recessione sembra quasi inevitabile). In merito alle aree geografiche, Credit Suisse ritiene il Regno Unito in sovrappeso per i portafogli hedged.
“Pensiamo che il comitato di politica monetaria della BoE continuerà a fare meglio dei quantitative easing di qualsiasi altra banca centrale (soprattutto ora che l’economia è vicina alla recessione, l’inflazione dovrebbe scendere dal 5% al 2,5% e la politica fiscale resta molto scarsa). Per il Giappone è consigliato ridurre il benchmark sui portafogli hedged (da un sovrappeso del 5%) poiché il Paese ha mostrato un miglioramento dell’economia dopo il terremoto di marzo. L’Europa continentale si trova nel peggior momento economico - crescita del Pil attesa sotto all’1%, ma potrebbe essere molto peggio - e ha il più alto rischio di errori di policy, con una banca centrale concentrata sul solo mandato che impone di tenere al 2% l’inflazione e non disposta ad agire come prestatore di ultima istanza. L’unione fiscale, conclude Credit Suisse, manca di dettagli. E ci saranno grandi rischi politici e giuridici nell’implementazione del rigore, che peseranno sulla crescita già debole.


