Eric Chaney, responsabile della ricerca di Axa im, presenta a SOLDI la propria analisi
La ripresa a V che ha seguìto la recessione del 2009 si è arrestata nel maggio 2011. Da allora, il mercato globale ha fatto fatica a riprendersi. Una serie di shock ha aumentato la possibilità di un double dip globale. A raccontare le previsioni sull’anno appena iniziato è di Eric Chaney, responsabile della ricerca di Axa im. E commenta: “In primo luogo, c’è stata la catastrofe di Tohoku, in Giappone, che ha gravemente perturbato la catena di fornitura globale nel cuore stesso del commercio mondiale, ovvero il settore manifatturiero. In secondo luogo, gli investitori hanno cominciato a mettere in discussione la solvibilità di un Paese del G7, ossia l’Italia, dopo che i leader della zona euro hanno deciso che i detentori privati di titoli di Stato greci avrebbero dovuto accettare un haircut. In terzo luogo, le banche europee hanno venduto grandi quantità di debiti sovrani della zona euro provenienti dai loro bilanci, che erano stati, di fatto, rivalutati a prezzi di mercato per gli stress test.
Questo ha causato un improvviso peggioramento della crisi dell’euro e ha portato i mercati a determinare che ci fosse un’alta probabilità di una disgregazione della moneta. Quarto”, continua Chaney, “le istituzioni finanziarie, in particolare ma non solo in Europa, hanno accelerato il ridimensionamento dei loro bilanci inasprendo così le condizioni del credito in molte parti del mondo. Questi fragili presupposti a livello globale non sono di buon auspicio per i mercati finanziari nel 2012. L’economia globale dovrebbe rallentare ulteriormente nel corso del primo semestre dell’anno, registrando una vera e propria recessione in Europa e un momentum più debole nelle economie emergenti di punta come la Cina. A dire il vero, la notizia è già scontata nei mercati finanziari. Tuttavia le cose potrebbero andare molto peggio se il ciclo vizioso di pareri negativi incrociati tra mercati finanziari ed economie reali innescatosi in Europa nel luglio del 2011 non sarà invertito. Per questo motivo, riteniamo che il 2012 sia un anno di bivio. Se le autorità politiche dell’area dell’euro riusciranno a convincere i leader del settore privato, i consumatori e gli investitori che sono sulla strada giusta per stabilizzare l’area, a un certo punto durante l’anno i mercati finanziari globali inizieranno a scommettere su un futuro positivo.
Se non riescono a farlo, potrebbe veramente cominciare un processo irreversibile che porterebbe a uno smantellamento caotico della zona euro al primo incidente politico o finanziario inaspettato. Dopo una valutazione d’insieme”, prosegue Chaney, “abbiamo scommesso sullo scenario positivo ma riconosciamo che il caso peggiore non è più così improbabile: al momento, la nostra probabilità soggettiva è del 25% per una disgregazione della zona euro che, a nostro avviso, porrebbe fine alla moneta, devasterebbe il sistema finanziario europeo e trascinerebbe l’economia mondiale in una spirale deflazionista. Poiché il 2012 sarà asimmetrico, pensiamo che gli investitori prudenti dovranno prima preoccuparsi di proteggere il proprio capitale a prescindere dalla performance di breve termine. Il momento di aggiungere attività più rischiose nei portafogli globali arriverà solo una volta che i governi europei avranno fatto buoni progressi sulla nuova struttura fiscale condivisa delineata il 9 dicembre e dopo che la Bce si aprirà di più al quantitative easing”.
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Il 2012? Sarà un anno a due facce
Eric Chaney, responsabile della ricerca di Axa im, presenta a SOLDI la propria analisi
La ripresa a V che ha seguìto la recessione del 2009 si è arrestata nel maggio 2011. Da allora, il mercato globale ha fatto fatica a riprendersi. Una serie di shock ha aumentato la possibilità di un double dip globale. A raccontare le previsioni sull’anno appena iniziato è di Eric Chaney, responsabile della ricerca di Axa im. E commenta: “In primo luogo, c’è stata la catastrofe di Tohoku, in Giappone, che ha gravemente perturbato la catena di fornitura globale nel cuore stesso del commercio mondiale, ovvero il settore manifatturiero. In secondo luogo, gli investitori hanno cominciato a mettere in discussione la solvibilità di un Paese del G7, ossia l’Italia, dopo che i leader della zona euro hanno deciso che i detentori privati di titoli di Stato greci avrebbero dovuto accettare un haircut. In terzo luogo, le banche europee hanno venduto grandi quantità di debiti sovrani della zona euro provenienti dai loro bilanci, che erano stati, di fatto, rivalutati a prezzi di mercato per gli stress test.
Questo ha causato un improvviso peggioramento della crisi dell’euro e ha portato i mercati a determinare che ci fosse un’alta probabilità di una disgregazione della moneta. Quarto”, continua Chaney, “le istituzioni finanziarie, in particolare ma non solo in Europa, hanno accelerato il ridimensionamento dei loro bilanci inasprendo così le condizioni del credito in molte parti del mondo. Questi fragili presupposti a livello globale non sono di buon auspicio per i mercati finanziari nel 2012. L’economia globale dovrebbe rallentare ulteriormente nel corso del primo semestre dell’anno, registrando una vera e propria recessione in Europa e un momentum più debole nelle economie emergenti di punta come la Cina. A dire il vero, la notizia è già scontata nei mercati finanziari. Tuttavia le cose potrebbero andare molto peggio se il ciclo vizioso di pareri negativi incrociati tra mercati finanziari ed economie reali innescatosi in Europa nel luglio del 2011 non sarà invertito. Per questo motivo, riteniamo che il 2012 sia un anno di bivio. Se le autorità politiche dell’area dell’euro riusciranno a convincere i leader del settore privato, i consumatori e gli investitori che sono sulla strada giusta per stabilizzare l’area, a un certo punto durante l’anno i mercati finanziari globali inizieranno a scommettere su un futuro positivo.
Se non riescono a farlo, potrebbe veramente cominciare un processo irreversibile che porterebbe a uno smantellamento caotico della zona euro al primo incidente politico o finanziario inaspettato. Dopo una valutazione d’insieme”, prosegue Chaney, “abbiamo scommesso sullo scenario positivo ma riconosciamo che il caso peggiore non è più così improbabile: al momento, la nostra probabilità soggettiva è del 25% per una disgregazione della zona euro che, a nostro avviso, porrebbe fine alla moneta, devasterebbe il sistema finanziario europeo e trascinerebbe l’economia mondiale in una spirale deflazionista. Poiché il 2012 sarà asimmetrico, pensiamo che gli investitori prudenti dovranno prima preoccuparsi di proteggere il proprio capitale a prescindere dalla performance di breve termine. Il momento di aggiungere attività più rischiose nei portafogli globali arriverà solo una volta che i governi europei avranno fatto buoni progressi sulla nuova struttura fiscale condivisa delineata il 9 dicembre e dopo che la Bce si aprirà di più al quantitative easing”.
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