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Il mercato cinese del futuro è nell’auto. E i Paperoni crescono
Secondo il gestore Mandy Chan (Hsbc), ci sono segnali di un rallentamento dell’inflazione in Cina
Di recente People Bank of China (PBoC) ha esteso il Reserve Ratio Requirement (RRR) anche ai margini sui depositi. Quale sarà l’effetto su liquidità, inflazione e banche? A rispondere è Mandy Chan, gestore dell’Hsbc Gif chinese equity di Hsbc global asset management, 453 milliardi di dollari in gestione di cui 139 nei mercati emergenti. L’RRR assorbe liquidità dalle banche in modo da controllare il peso dei prestiti nei loro bilanci. Infatti, il peso dei crediti fuori bilancio è cresciuto rapidamente e ciò sta neutralizzando il tentativo della Cina di tenere sotto controllo credito e inflazione.
L’inclusione dei margini sui depositi richiesti per accettazione, lettere di credito e garanzie nell’RRR rappresenta un tentativo per porre sotto controllo anche i prestiti fuori bilancio.Nel complesso la liquidità del sistema si assottiglierà, e probabilmente ciò comporterà una maggior selezione nell’utilizzo di accettazioni, lettere di credito e garanzie. Ciò non dovrebbe avere effetti sul normale e genuino utilizzo degli scambi.
L’impatto sulle maggiori banche dovrebbe essere ridotto (le stime sono comprese fra il 2% e il 5% sui depositi base). Tuttavia le banche minori potranno essere più colpite, poiché maggiormente esposte. Per queste le stime sono comprese fra il 10 e il 15%. Crede che sia necessario continuare a mantenere una politica monetaria restrittiva? Crediamo che l ’ i n f l a z i o n e abbia già toccato il suo picco, o che probabilmente lo farà a breve. Ci sono segnali di un rallentamento dell’inflazione in Cina. Ad agosto il CPI su base annua è stato del 6,2%, contro il 6,5% di luglio.
Le spinte inflazionistiche sembrano essersi raffreddate dopo i massimi degli ultimi tre anni, segno che il rallentamento economico globale e la politica monetaria del governo iniziano a manifestare i loro effetti. Crediamo quindi che la politica restrittiva sia ormai alle spalle.
Come vede il settore automotive? Ci sono significativi catalizzatori che possono guidarlo? La Cina ha il più grande mercato automobilistico al mondo e nel 2010 le vendite totali del settore hanno raggiunto le 18 milioni di unità, mentre nella prima metà di quest’anno hanno già toccao quota 9,3 milioni. Nel medio periodo siamo positivi nei confronti del settore, considerando che il tasso di penetrazione dell’automobile in Cina è molto inferiore rispetto a quello di altri Paesi e regioni sviluppate. Alla fine del 2010, il tasso di penetrazione era solamente del 5%, contro il 17,5% della Corea.
Con la tendenza al rialzo del reddito disponibile per i cinesi, non c’è dubbio che il mercato vedrà una robusta crescita in futuro. Nel breve termine, tra i maggiori catalizzatori nel settore si prevede il rimbalzo delle vendite previsto per settembre-ottobre. Questo è tradizionalmente un buon periodo per le vendite, specialmente durante la National Day Golden Week a ottobre.
Nel medio termine, vediamo numerosi ottimi catalizzatori per il settore, ovvero: L’aumento delle esportazioni (esportazioni totali dell’auto superiori al 50% nel periodo gennaio-giugno 2011) Sviluppo dalle città principali Sviluppo del finanziamento del settore e continua localizzazione di joint ventures primarie per ottimizzare i margini. A quale punto il consolidamento guiderà la crescita del settore del cemento? Il cemento è un prodotto voluminoso e difficile da trasportare sulle lunghe distanze. Pertanto, anche se la domanda è calante, i produttori, in un mercato consolidato, tendono ad avere potere di prezzo.
Si è visto in mercati regionali come l’indonesiano e tailandese. In queste regioni l’indice di mercato dei maggiori produttori è aumentato dal precedente 20-30% all’attuale 50% negli ultimi 5 anni. Abbiamo visto l’Ebitda dei produttori aumentare da 5 dollari la tonnellata agli attuali 11-12, eppure ancora al di sotto dei 20-25 dollari dei loro corrispettivi regionali.
Anche se il prezzo medio di vendita può nel breve diminuire, ci aspettiamo che in un più lungo periodo la redditività possa essere migliore di prima. Avete fatto qualche cambiamento alla vostra strategia di portafoglio in seguito all’agitazione che ha colpito il mercato ad agosto? I settori verso cui siamo esposti sono al momento più connessi al consumo domestico e ai beni di lusso, come la produzione e vendita di automobili di lusso.
Prima dell’attuale situazione del mercato, abbiamo anche diminuito la nostra esposizione verso le compagnie petrolifere. Continueremo a sottopesare anche le materie prime o l’industria dei metalli, che possono andare incontro a un crollo della domanda a causa della difficoltà dell’economia globale. Siamo concentrati sulla ricerca di base e investiamo in società ad alta qualità, le quali hanno una redditività sostenibile.
Ciò si sta dimostrando particolarmente importante in questo mercato impegnativo, dove c’è una maggiore incertezza nel macro ambiente. Quali settori favorite? Nell’ambito del consumo, apprezziamo il settore dei beni di lusso come quello dell’industria e della vendita di automobili, sull’onda degli alti tassi di risparmio e del crescente numero di soggetti ad alto reddito in Cina. Siamo anche esposti verso il settore delle tlc che è difensivo e ci aspettiamo una probabile svolta nella redditività tra gli operatori di secondo piano, data la loro base di sottoscrittori e di sovvenzioni.


