Investire
Avere Sgr forti significa disporre di più possibilità che i fondi siano investiti localmente
L’industria del risparmio gestito ha una funzione strategica
In Italia, dove molti titoli non superano i 100 mln di capitalizzazione, il ruolo dei money manager è importante
Il mercato del risparmio gestito è un’industria strategica per il nostro Paese? La risposta è sì e la prova, sempre che ci sia bisogno di dimostrarlo, deriva da una serie di indizi molto significativi. In primis è importante evidenziare come la quota di mercato in Europa dei fondi comuni italiani sia passata dal 6% del 2007 al 3,3% (fonte Efama) del primo trimestre 2010. Nello stesso periodo la quota di mercato dei fondi comuni tedeschi è aumentata dall’11% al 14%. Altro dato importante da considerare è il peso delle masse detenute dai gestori dei fondi comuni rispetto al Pil. Mentre i gestori italiani detengono masse da investire sui mercati pari ad appena il 16% del Pil, quelli tedeschi hanno una capacità di investimento pari al 36% del Pil. Negli ultimi due anni il principale indice di borsa tedesco (Dax) è aumentato del 15% contro un calo del Ftse Mib italiano del 6%. Negli ultimi cinque anni tale andamento è amplificato con un aumento del 39% del Dax rispetto a un calo del Ftse Mib del 36%.
Non possiamo affermare con certezza che i due fenomeni siano correlati ma certo non è sicuramente una coincidenza. Soprattutto alla luce dei numerosi studi scientifici che dimostrano la grande correlazione che sussiste tra mercati azionari nazionali e investitori locali. In pratica investitori domiciliati in un determinato Stato tendono a detenere nel proprio portafoglio, in misura più che proporzionale al peso relativo sull’indice mondiale, le azioni di quello Stato. Coval e Moskowitz in un articolo pubblicato nel 1999 dalla rivista Journal of Finance hanno dimostrato che la correlazione tra domicilio e investimento è forte per gli investitori professionali (gestori dei fondi comuni o dei fondi pensione) mentre Ivkovic e Weisbenner in un articolo del 2004 (Journal of Finance) hanno dimostrato che la stessa correlazione è valida anche per gli investitori non professionali.
Le ragioni sono molteplici e vanno dall’interazione sociale tra investitori e società quotate che genera una trasmissione di informazione più rapida, all’idea che la vicinanza fisica possa generare maggiore fiducia nei confronti dell’investimento. In sostanza avere forti società di risparmio gestito domiciliate nel proprio Stato significa avere maggiori possibilità che i risparmi vengano investiti localmente. Per quanto riguarda l’Italia c’è un ulteriore elemento da considerare che deriva dalla caratteristica strutturale del nostro mercato azionario che ha una dimensione media delle aziende quotate molto ridotta.
In un mercato dove la metà dei titoli italiani quotati non supera i 100 milioni di capitalizzazione la vicinanza fisica dei gestori all’azienda diventa importante. Infatti, in un mondo sempre più globalizzato dove le IPO dei paesi emergenti saranno sempre più frequenti, attirare l’attenzione dei gestori mondiali sulle nostre “small cap” (titoli a bassa capitalizzazione) sarà sempre più difficile e quindi sempre più importante sarà avere un’industria del risparmio gestito vicina al territorio.
La tesi è valida non solo per il mercato azionario ma addirittura diventa cruciale per il mercato delle emissioni obbligazionarie soprattutto governative dove, e negli ultimi mesi abbiamo avuto una prova evidente, la possibilità di poter contare su un forte mercato domestico può diventare vitale per il Paese.


