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Toschi (Jp Morgan AM): “Le preoccupazioni sull’inflazione sono state eccessive”. E sul rischio...

La ripresa dell’economia è reale, ma procede con un ritmo lento

creato da grafici ultima modifica 09/03/2011 11:03

“Il momentum degli utili resta positivo, anche se ridotto nelle zone periferiche dell’area euro”

“Gli investitori hanno iniziato ad innervosirsi di fronte al recente periodo di deboli dati economici e temono il ritorno della crisi”. Maria Paola Toschi, market strategist di Jp Morgan Asset Management, per descrivere il futuro dei mercati mondiali mette subito in evidenza l’aspetto “emotivo”. Secondo Maria Paola Toschi ci sarebbero però alcuni segnali che potrebbero far pensare a una reale anche se lenta ripresa dell’economia.
Analizzando il mercato asiatico, ad esempio, i dati recenti hanno evidenziato segnali di un rallentamento negli scambi commerciali in Asia, ma questo, come afferma Toschi, “potrebbe riflettere la fine del ciclo di ricostituzione delle scorte. Un alto rapporto consegne/ordini è incoraggiante per la futura spesa in conto capitale. Inoltre un crescente investimento in rapporto ai consumi è sempre stato storicamente di supporto all’occupazione. Ciò significa che il ciclo ha iniziato la sua fase ascendente, e questo è un buon segnale”.
Sul fronte cinese, la Repubblica Popolare sta implementando un rallentamento controllato per “correggere il proprio boom del credito del periodo 2008/09. Fino ad oggi è stato ben gestito, ma il rischio è che il risultante ampliamento del surplus commerciale porterà pressioni a rivalutare la valuta”. Secondo la market strategist di Jp Morgan Asset Management, dunque, nonostante le significative preoccupazioni degli investitori, la probabilità di recessione negli Usa e nell’area euro nei prossimi 12 mesi è molto bassa. Nonostante ci si debba aspettare una ripresa dell’economia, la banca americana conferma una crescita “lenta e smorzata” ma pur sempre in corso.
Una semplice analisi di scenario indica il 40% di probabilità di vedere nuovi minimi nei prossimi 18 mesi e una probabilità del 20% di avere nuovi massimi. Secondo Toschi, altri segnali arriverebbero da una rinnovata propensione al rischio da parte degli investitori: “Dopo la ripresa nel 2009, la propensione al rischio si è contratta, ma ora sta tornando verso la normalità. Le posizioni di sovrappeso nella liquidità sono aumentate, ma stanno nuovamente diminuendo, anche a causa dei rendimenti minimi”. Gli investitori stanno diventando più cauti sull’azionario e iniziano a riconsiderare l’esposizione all’obbligazionario, nonostante il significativo calo dei rendimenti che si è già verificato. I mercati hanno recentemente prezzato per i prossimi 12 mesi una stretta monetaria limitata. Questo riflette le condizioni dell’inflazione più favorevoli nei paesi dell’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo”. Secondo quanto spiega l’esperta di Jp Morgan Asset Management, dunque, “le preoccupazioni sull’inflazione sono state eccessive”. Attualmente “il momentum degli utili è sceso in modo significativo, fatta eccezione per il Vecchio Continente. Giappone ed Europa, escluso il Regno Unito, hanno il momentum più sostenuto, ma in tutte le regioni le revisioni al rialzo sono superiori rispetto a quelle al ribasso”. Particolarmente all’interno delle economie più forti, “il momentum degli utili resta generalmente positivo, ma è sceso nelle zone periferiche dell’area euro e tra i produttori di commodity. È importante osservare che invece è rimasto più forte nell’universo delle aree emergenti”. Per quanto riguarda le società, molte aziende sono scambiate al di sotto del loro book value. Oltre il 70% di queste è prezzato nell’indice Topix al di sotto del proprio valore patrimoniale. Secondo Maria Paola Toschi, dunque, lo scenario mondiale per i prossimi mesi appare chiaro. I segnali, anche se in qualche caso contrastanti, permettono di escludere un ritorno alla recessione e mettono in luce una lenta ripresa dell’economia.

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Commenta Gianluca Baldini | 12 ottobre 2010 16:00
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