Investire
L'hedge ha l’oro in bocca
Barclays prevede 80 miliardi di nuovi investimenti nei prossimi mesi
L’inizio dell’anno vuol dire previsioni. Previsioni, dopo le cantonate prese a turno e presto dimenticate da tutti i soggetti che hanno tentato di analizzare la situazione attuale, sono sinonimo di assoluta incertezza. Incertezza vuol dire volatilità. Volatilità vuol dire 80 miliardi di nuovi investimenti in fondi speculativi nel solo 2012, o almeno così Barclays ha previsto. Di certo, se il buongiorno si vede dal mattino, è possibile che queste aspettative positive - almeno stavolta - non saranno tradite. I dati che emergono sulle prime rilevazioni di gennaio parlano di un settore in buona ripresa. Soprattutto se guardiamo ai big americani.
Partendo da John Paulson (20 miliardi di patrimonio), che nel 2011 ha portato a casa perdite a doppia cifra su tutti i suoi fondi e che ha cominciato il 2012 con performance mensili attorno al 5%, in linea con quanto fatto dalle asset class tradizionali. Segue Dan Loeb, con i due miliardi del suo Third Point che in soli 13 giorni di contrattazione ha messo a segno un notevole 3,8%.
Per concludere con il Lansdowne di Steve Heinz (8 miliardi), che nel mese di gennaio ha registrato una performance pari al 5,67%. Gli analisti guardano al 2012 come a un anno denso di opportunità. In primo luogo, per i gestori long/short e long only ci si aspetta un aumento generalizzato delle azioni mondiali, con possibili prese di profitti sugli emittenti caratterizzati da beta supeiori a uno rispetto al mercato di riferimento. In questo modo, al centro dell’attenzione si porranno le small cap a discapito delle meno rischiose large & mid cap, le azioni growth a quelle value, puntanto, quindi, su quelle categorie che hanno maggiormente sofferto per l’incertezza di questi due anni e che in molti casi sono decisamente sottovalutate. Le opportunità non finiscono qui, soprattutto per i gestori Event driven, che dopo un anno di prudenza - che ha bloccato le maggiori operazioni di finanza straordinaria - dovrebbero riprendere a macinare utili.
Basti pensare all’attesa per l’ipo di Facebook, che si annuncia come la più importante della storia dei mercati internazionali. I numeri hanno fatto storcere il naso a più di un operatore. Si tratta infatti di un’azienda da 3 miliardi di fatturato nel 2011 che, stando alle prime stime, verrà quotata tra i 75 e i 100 miliardi di dollari con un rapporto tra prezzo e vendite che ha una forbice compresa tra il 25 e il 33, quando nella norma si parla di valori fra l’1 e il 2.
Rimane in ogni caso un’operazione che da sola può fare la fortuna di un fondo. Un’altra area di interesse con grossi margini di profitto sarà nel 2012 quella legata al mondo obbligazionario e nello specifico alla situazione delle emissioni di alcuni Paesi europei. I gestori fixed income potranno infatti approfittare del consistente raffreddamento degli spread cui si sta assistendo in questi giorni. I buoni italiani hanno abbondantemente sfondato al ribasso la soglia dei 400 bp di spread sulla scadenza dei 10 anni rispetto ai Bund, calando di circa il 32% da inizio anno.
Anche i Bonos spagnoli sono scesi sotto i 300 bp di spread. A fronte di ciò, la situazione greca è in un pericolosissimo stallo, che ha portato lo spread a un anno al 30%, nonostante nel Parlamento del Paese si stato votato un pacchetto legislativo che dovrebbe sbloccare i 150 miliardi di aiuti promessi dalla Comunità europea e dal Fondo monetario internazionale. In conclusione, risulta molto interessante analizzare i migliori fondi del mese di gennaio. Al primo posto, con poca sorpresa, un fondo focalizzato sugli investimenti azionari in Europa: è Henderson European Absolute Return Fund (+14,02%). Il dubbio, a questo punto, è se sia l’inizio di una forte fase “bull” o se invece siamo di fronte al classico “rimbalzo del gatto morto”. Il secondo fondo Hsbc India Alpha (+11,22%) ha approfittato degli effetti positivi degli outlook sul subcontinente asiatico, che prevedono una crescita del Pil di circa l’8%. Chiude il podio Ajr International (+10,86%), classico fondo che fa del trading la propria arma vincente.


