Investire
Milleproroghe, sui fondi comuni si tassa il realizzato
Con il maxiemendamento approvato oggi al Senato, il prelievo fiscale si sposterà dalle plusvalenze maturate a quelle effettivamente realizzate
Con il maxiemendamento al decreto Milleproroghe approvato oggi al Senato cambia il sistema di tassazione dei fondi comuni di investimento. In pratica il prelievo fiscale si sposterà dalle plusvalenze maturate in capo ai fondi a quelle effettivamente realizzate, in capo ai sottoscrittori delle quote del fondo. Una modifica, si spiega nella relazione tecnica, volta a unificare il regime fiscale attualmente in vigore per i fondi comuni di investimento residenti in Italia e quelli residenti in altri Stati della Ue.
L'Associazione italiana del private equity e del venture capital (Aifi) ha accolto con favore la revisione della tassazione dei fondi comuni di investimento. Il presidente dell'Associazione, Giampio Bracchi, si è augurato che il testo possa essere approvato senza modifiche anche dalla Camera, poiché “i principi espressi rispecchiano, sotto il profilo più generale della tassazione dei fondi comuni di investimento, le richieste di Aifi sul regime fiscale dei fondi di private equità”.
Secondo Bracchi, in particolare, per i fondi di private equity italiani il regime fiscale in vigore ha creato uno svantaggio competitivo notevole rispetto ai fondi di diritto estero e ha generato problemi all'operatività pratica, in quanto non consente ai gestori di applicare i metodi di valutazione delle partecipazioni allineati a quelli previsti dalla prassi internazionale.
Mentre il nuovo regime, livellando le regole del gioco sul piano fiscale, “potrà rafforzare la competitività e la trasparenza del private equity nel nostro Paese, incentivando gli investitori internazionali ad investire nei fondi italiani” con risvolti positivi per le Pmi oggetto degli investimenti.


