Investire
Occorre ridurre le spese correnti e investire di più sulla ricerca
Pesa la lentezza decisionale intrinseca dell’Europa. Parlano Chiozzi e Blot della francese Convictions am
“Le banche sono la cinghia di trasmissione della crisi dalla sfera finanziaria (perdite sulla Grecia e maggiori rischi sugli altri titoli di stato europei) a quella reale”, commenta Edoardo Chiozzi Millelire, responsabile per l’Italia di Convictions asset management. Il gruppo è una società di gestione indipendente fondata a Parigi da Philippe Delienne insieme a un piccolo gruppo di collaboratori, tutti con un’esperienza professionale maturata nella gestione degli investimenti. E continua: “Prima della crisi Greca si era instaurato una sorta di consensus su un’eventuale garanzia implicita collettiva sul debito dell’insieme dei paesi dell’area euro. Le regole prudenziali dettate alle banche dai regolatori tra l’altro incitavano le banche ad investire massicciamente in titoli di stato. Una volta scoppiata la crisi e accettato il principio dell’haircut “volontario” sul debito greco, le banche hanno scoperto di essere esposte a una nuova classe di investimento a rischio: i titoli di stato dei paesi periferici della zona euro. Le banche sono quindi diventate vulnerabili e di conseguenza restringono sempre di più i rubinetti del credito all’economnia reale, provocando un rallentamento generale dell’attività che a sua volta aumenta le sofferenze e i rischi di perdite delle banche e via di seguito. È quindi fondamentale restaurare la fiducia negli istituti di credito tramite forti ricapitalizzazioni per spezzare questo circolo vizioso e questa è la prima tappa fondamentale e necessaria (e non sufficiente) per arginare il rischio di contagio della crisi greca. Sul fronte degli investimenti poi il settore delle banche nel prossimo futuro non credo sia il settore più facile in cui investire e nel dubbio consiglio di astenersi”. Inoltre, quanto a Tremonti, “il ministro illustra bene uno dei principali problemi di questa crisi: il “mismatch” tra il tempo degli investitori ed il tempo della politica ed in particolare della politica europea. Il tempo dei mercati, cioè degli investitori, è l’istante, anzi di più, l’investitore, cerca di anticipare sistematicamente gli scenari futuri (ricordiamoci che i prezzi di equilibrio di oggi di ogni attività finanziaria riflettono l’attualizzazione dei flussi di cassa e prezzi futuri) e vogliono risposte immediate. La politica invece, ed in particolare la politica europea, ha tempi strutturalmente lunghi o lunghissimi per definizione, perchè deve arrivare a conciliare posizioni all’origine distanti e spesso diametralmente opposte e ciò richiede sempre tempi lunghissimi. Tanto più che l’Europa deve conciliare gli interessi di 17 + 10 stati molto diversi fra loro. Per questo è così importante creare un meccanismo tampone (ricapitalizzazione banche e Fesf) per creare un ponte in grado di riallineare i tempi dei mercati (l’istante) con quelli della politica europea (minimo 1-3 anni). Allo stesso tempo, proprio per questa difficoltà e lentezza decisionale intrinseca dell’Europa, il processo di evoluzione dell’Unione Europea è storicamente sempre avanzato sotto la pressione di crisi importanti. Paradossalmente quindi questa crisi costituisce allo stesso tempo una grande opportunità per fare avanzare la costruzione europea e passare da un’unione monetaria imperfetta ad un’unione completa includendo nella sfera federale (di competenza dell’Europa) anche le politiche di bilancio e obbligare tutti i paesi membri della zona euro, in prima linea l’italia, ma anche francia e germania ad attuare politiche di riforme credibili e strutturali di medio-lungo periodo per ridurre il peso dei debiti. Infatti prima si riesce a riequilibrare in modo strutturale I conti e meno ci costerà in futuro dover ridurre debiti che saranno in ogni caso insostenibili soprattutto se si considera la demografia estremamente sfavorevole della zona euro (in particolare Italia e Germania). Però attenzione l’unico modo per ridurre il peso del debito è attraverso la crescita economica. Quindi non bisogna solo ridurre la spesa ma ridistribuirla in modo più efficiente: ridurre al massimo le spese correnti e aumentare gli investimenti in educazione e ricerca, l’insieme di infrastrutture e sistemi organizzativi che rendono un paese più competitivo”, conclude Chiozzi. Il gruppo francese si concentra da sempre sulla gestione dei rischi, tanto da averlo portato alla realizzazione di un modello di protezione dai rischi estremi denominato Caretm (copertura attiva dei rischi estremi). Questo modello prevede l’impiego sistematico di opzioni nell’ambito della politica di copertura del portafoglio per limitare le perdite in caso di imprevisti ed improvvisi choc di mercato. Caretm è teso ad essere quanto più reattivo possibile di fronte alle crisi difficilmente anticipabili, mentre la volatilità delle classi di investimento del portafoglio viene affrontata con una strategia di stop-loss rigorosa ed i rischi dei singoli emittenti hanno sempre un limite massimo per singola posizione. Il fondo Convictions Premium, lanciato nel 2003, “ha un track record solido e ha dimostrato che la flessibilità degli investimenti unita a un processo di gestione del rischio attento e rigoroso, riescono a contenere in modo assai significativo i danni che i mercati subiscono in situazioni di grande e diffusa difficoltà”, precisa Jacques Blot, membro del comitato strategico, come in occasione della crisi del settembre 2008 che ha preso il via dal fallimento di Lehman Brothers. Convictions Asset Management gestisce oltre un miliardo di euro attraverso una gamma di fondi flessibili dove il flagship è Convictions Premium: lanciato nel 2003, è un fondo flessibile diversificato armonizzato con un profilo rischio/rendimento moderato. Tutte le asset class possono essere selezionate e divenire fonte di performance; ha un approccio macroeconomico, ovvero in funzione dei cicli economici, il fondo può investire in azioni, reddito fisso, valute. È autorizzato alla distribuzione in Italia lo scorso aprile del 2011.


