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Per l’Indonesia +70% in tre anni. Alla Russia bastano dodici mesi

creato da grafici ultima modifica 08/03/2011 06:27

Il più costante tra i Bric rimane il Brasile, ma la Thailandia ha preso il volo negli ultimi 60 giorni

La peggiore crisi economica dal secondo dopoguerra? Una questione di punti di vista. Questa potrebbe essere la risposta di quella lunga serie di paesi cosiddetti emergenti che negli ultimi due anni hanno fatto registrare tassi di sviluppo decisamente interessanti. Si parla dei Bric, ma non solo, considerando che le performance più brillanti sui mercati azionari desumibili dagli Indici Bluerating incorporano paesi come l’Indonesia e la Thailandia.
L’economia dei due paesi dell’area asiatica ha mostrato nel corso degli ultimi anni una performance invidiabile, e nel 2008 l’Indonesia ha dimostrato di conservare dei fondamentali economici sani mantenendo un tasso di crescita del Pil attorno al 6% e l’afflusso di Ide (Investimenti diretti esteri) ha raggiunto il valore di 14,87 miliardi di dollari.
La crisi economica internazionale ha comunque fatto sentire i suoi effetti anche in Indonesia, in particolare con una riduzione del ritmo di crescita dell’export, mantenutosi a un livello tale da garantire un attivo nella bilancia commerciale.
La Russia è stata colpita duramente dagli incendi estivi ma tutto ciò non ha ridotto le stime di crescita degli istituti di ricerca economica, tra cui l’agenzia di rating Fitch che ha stimato uno sviluppo del Pil dell’ex repubblica sovietica al 4,3%. Una cifra che supera anche i calcoli effettuati dal Ministero dell’Economia e dello Sviluppo Nazionale della Russia, che prevede una crescita al 4%. Gli esperti dell’agenzia ritengono che la crescita economica dovrà avvenire grazie a tutta una serie di fattori tra cui la ripresa globale dell’economia e il revival dell’attività di concessione dei fidi.
Differente la situazione del Brasile, che sta assumendo un peso crescente nel panorama internazionale per la qualità dello sviluppo sia economico sia socio-culturale. Come sottolineato di recente in numerosi dibattiti, si tratta del paese che meglio riesce a conciliare la sua tipicità con le caratteristiche del meticciato della popolazione e i requisiti del “viver-bene”. I tassi di sviluppo stimati consentono all’economia brasiliana di crescere a ritmi del 5 o 6% per i prossimi anni, livelli che resterebbero estremamente interessanti.
L’analisi comparativa dei migliori indici Bluerating azionari mostra una performance estremamente interessante per l’azionario Indonesia, che negli ultimi tre anni registra una performance cumulata prossima al 70% con una standard deviation di periodo del 36,5%. Nel corso dell’ultimo anno, poi, le caratteristiche tecniche dell’investimento migliorano ancora con una performance annualizzata del 62,5% a cui si accompagna una sensibile riduzione dell’indicatore di volatilità, 17%. Una serie di caratteristiche che segnalano come la definizione di “crisi subprime” sia stata letta soltanto sulle riviste specializzate da coloro che hanno concentrato il 100% del proprio investimento azionario su tale tipo di indice.
Ottima performance a 1 anno per l’indice azionario Russia che, con una redditività del 75% e una standard deviation del 16% evidenzia un ottimo sharpe ratio (superiore al 400%). Lo scenario cambia però nell’analisi triennale, con una performance a 3 anni negativa del 15%, effetto del “panic selling” che ha colpito i principali indici nel 2008.
Procedendo con l’analisi quantitativa annotiamo come l’indice azionario Brasile registri una performance triennale del 40%, con una standard deviation del 37% mentre l’indice azionario thailandese presenta una performance triennale del 5,10% ed una annuale del 50%, con una standard deviation che oscilla tra il 20 e il 30%.
Un’analisi periodale effettuata con gli Indici Bluerating che consente di verificare le capacità dei gestori di operare sui settori oggetto di analisi. Nella fattispecie possiamo trarre un insegnamento di tipo “storico”, ossia che i flussi di capitali si sono spostati in maniera corposa verso gli indici emergenti agli inizi del 2009.
In conclusione, due indicazioni di tipo operativo, ossia l’azionario Russia ha rallentato il proprio tasso di crescita nell’aprile del 2010, mostrando una debolezza relativa rispetto agli altri paesi dell’area Bric, mentre l’azionario Thailandia ha registrato la migliore accelerazione nel corso degli ultimi due mesi, mostrando un rinnovato interesse da parte degli investitori.

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Commenta Gerardo Murano | 11 ottobre 2010 16:00
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