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Poco probabile una nuova recessione

creato da grafici ultima modifica 10/03/2011 18:19

Monica Defend - responsabile global asset allocation research di Pioneer Investments.

“In questa fase caratterizzata da una crescita globale in rallentamento, riteniamo che la ricaduta in recessione, pur essendo possibile, sia un evento poco probabile. In generale si sta profilando un nuovo ordine economico globale nel quale le economie emergenti sono sempre più il motore della crescita. Per le economie sviluppate nel medio termine prevediamo una crescita sotto il livello di trend (e a diverse velocità), dove l’inflazione, contrariamente a quanto sta accadendo nelle economie emergenti, non rappresenta un timore. Il quadro macroeconomico ci induce a preferire le asset class rischiose: azioni e obbligazioni societarie in particolare. Le aziende hanno ridotto il livello del loro indebitamento e razionalizzato notevolmente i costi. Questo ha consentito di accumulare in bilancio consistenti flussi di cassa. Tali flussi è verosimile che vengano investiti, in modo da poter mantenere profili di redditività elevati (ROE). Destinazione naturale dovrebbero essere investimenti, pagamento di dividendi e fusioni/acquisizioni. Tutti elementi generalmente a supporto di corsi azionari. Una crescita sotto il livello di trend che si basa su consumi deboli mette a rischio la crescita dei ricavi aziendali. Tuttavia la sempre maggiore esposizione delle aziende americane ed europee all’area emergente dovrebbe fornire un buon traino. In particolare, in una logica di contenimento dei rischi, puntiamo ad aumentare l’esposizione verso le economie emergenti in via indiretta, investendo nei settori tecnologico, dei materiali ed energetico di Usa ed Europa. Sul fronte obbligazionario, i livelli attuali dei tassi governativi portano a farci preferire le emissioni societarie ad alto rendimento. Mentre, volendosi concentrare all’interno dell’area governativa, puntiamo nei titoli governativi di paesi periferici in particolare Italia e, in seconda battuta, Spagna. Per quanto riguarda le valute ci attende un anno estremamente volatile, dove si fa difficile distinguere tra fondamentali e speculazione. Pensiamo tuttavia che persistano prospettive favorevoli per quelle di paesi emergenti (Asia in particolare), benché il margine di rialzo sia più contenuto rispetto a quanto già visto quest’anno, tatticamente manteniamo la preferenza per il dollaro americano rispetto all’euro”.

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Commenta Alessandro Bonini | 03 gennaio 2011 13:00
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